Roma, 17 feb – Il senatore William De Vecchis ha lasciato oggi la Lega, passando a Italexit. “Non posso più dare alcuna fiducia al governo Draghi e a chi lo sostiene in Parlamento e fuori dal Parlamento. Ritengo di non poter ignorare le speranze dei miei elettori e tollerare ministri come Speranza e la Lamorgese. Quindi non posso e non voglio tradire il progetto originale con il quale ho iniziato questo mandato”, ha scritto De Vecchis su Facebook, annunciando il suo ingresso nel partito di Gianluigi Paragone. Lo abbiamo contattato per capire meglio il motivo della scelta di un parlamentare sempre in prima linea. Una decisione che è anche un campanello d’allarme per una Lega appiattita su Draghi.

Senatore, senza girarci intorno, perché ha lasciato la Lega proprio adesso?

“Vede, io ho tentato di conciliare il mio essere con la nuova politica della Lega pro governo Draghi, ma alla fine eccomi qua: il mio animo sovranista è uscito fuori. Oramai i ministri Speranza e Lamorgese hanno raggiunto un livello di inaffidabilità non più tollerabile, ho scelto così di andare all’opposizione di un governo fallimentare. C’è poi una questione territoriale: la svendita di Ita è per me una ferita enorme. Draghi ha anticipato che l’Italia non avrà più una compagnia di bandiera e che verrà ceduta agli stranieri. La Lega non ha fatto nulla per opporsi. I licenziamenti che stanno avvenendo e che avverranno, per me gridano vendetta. In tutto questo il governo ha colpito duramente Fiumicino, che è il mio comune. Le faccio poi un altro esempio emblematico: il fallimento della Lega Lazio, con scelte sempre perdenti, di retroguardia anziché di avanguardia. Un partito vero avrebbe dovuto provvedere al commissariamento, invece certi soggetti sono stati premiati”.

Crede che altri parlamentari leghisti la seguiranno?

“Francamente non lo so, ho semplicemente seguito il mio cuore e il mio cuore batte a destra. La mia è una scelta personale e non mi sono confrontato con nessuno”.

De Vecchis, dove sta andando questa “nuova” Lega?

“Le posso dire dove vado io: in un piccolo partito che sta nascendo. Non è una scelta di comodo, Italexit non è al 20%. Mi sono rimesso in gioco e spero che questo venga apprezzato dagli elettori e pure dai miei vecchi amici leghisti”.

Ma perché proprio Italexit, quali prospettive politiche vede nel partito di Paragone?

“Italexit è una scommessa a perdere e a me le scommesse a perdere piacciono. Come d’altronde era una scommessa a perdere la Lega di Salvini quando era al 2%. Ma soprattutto c’è un dato politico: Italexit sta facendo una politica ‘sovranista’ vera e propria, di tutela dei lavoratori, degli asset strategici nazionali e più in generale degli interessi degli italiani. Va contro il governo Draghi sul green pass e sull’imposizione del pensiero unico che pervade ogni forma di comunicazione. Non so ancora quale sarà il mio ruolo nel partito, ma posso dirle che punteremo a presentare Italexit già alle prossime elezioni amministrative in primavera, alle regionali e poi alle politiche del 2023”.

Eugenio Palazzini

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6 Commenti

  1. Fosse un vero sovranista non starebbe neanche con #Italexit basta leggere l’ultimo punto del loro manifesto
    https://italexit.it/il-manifesto/

    veri sovranisti se ne fregano delle altre nazioni del continente europeo e pensano a risolvere i problemi della loro nazione.

    #Italexit (ex art. 21 Costituzione) è il #Movimento5Stelle di destra per evitare emorragia di voti verso l’estrema destra realmente sovranista.

    Sul Movimento 5 Stelle il tempo mi ha dato ragione
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/09/14/dalle-stalle-alle-stelle/

    vedremo se mi darà ragione anche questa volta.

    Il tempo è galantuomo.

  2. E’ una buona notizia e mostra che il partito di Paragone attira altri deputati e quindi ha delle potenzialità maggiori di quanto ci vogliono far credere (il 2%).
    La scelta che ha fatto di lasciare la Lega è il minimo che doveva fare , dato che è un partito che con i compagni di merende ancora compie il crimine di strage(con i veleni tossici genici sperimentali obbligatori nelle cavie) e il reato di riduzione in schiavitu’ degli italiani.
    A questi reati vanno aggiunti i danni economici e psicologici enormi fatti agli italiani dal nutellaro e banda,nonchè aver dovuto sopportare le loro luride mani sui nostri visi con mascherine anche all aperto
    Rispondi

  3. Santino, secondo me come ho scritto è l’ennesima presa in giro comunque come detto non pretendo che mi si creda ora, mi siedo sulla riva del fiume e aspetto.

    Il tempo è galantuomo

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