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Roma, 7 ago – Dai musei ai ristoranti, passando per bar, cinema, palestre, teatri e mezzi di trasporto a lunga percorrenza. In Italia il green pass è obbligatorio per svolgere più o meno qualunque tipo di attività, non solo al chiuso se consideriamo molti eventi all’aperto per cui è richiesto. Esiste però un’eccezione, piuttosto emblematica: il Parlamento. Sì perché, come avevamo anticipato su questo giornale, il certificato verde non sarebbe stato imposto a deputati e senatori per entrare in Aula neppure con la riapertura dei lavori. Così ieri il Parlamento, dopo la chiusura di agosto, ha ripreso le attività ma gli eletti non hanno dovuto presentarsi muniti di green pass.



In Parlamento niente green pass

E non dovranno esibire il lasciapassare neppure nei prossimi giorni, se non per svolgere determinate attività fuori dall’Aula. Quali? Facciamo alcuni esempi. Se un parlamentare intende sedersi al tavolo del ristorante di Montecitorio per pranzare o cenare dovrà mostrare il green pass. Oppure se intende accedere alla biblioteca o all’archivio. E ancora per una conferenza stampa o un convegno alla Camera o al Senato. Come riportato dal Corriere della Sera un deputato scherza pure sulla questione: “E chi va mai in biblioteca?”.

“Limita un diritto costituzionale”

Già, difatti per i lavori in Aula il certificato verde non è previsto. Come mai? Secondo il forzista Gregorio Fontana, questore della Camera dei Deputati, “perché significherebbe limitare un diritto costituzionale. Una cosa del genere non può essere fatta con una delibera del collegio dei questori. E sarebbe opportuno coinvolgere l’opposizione”. Intanto però i parlamentari si siedono tranquillamente nelle Aule di Camera e Senato, senza alcun obbligo relativo al lasciapassare. Curiosa poi l’affermazione di Fontana sul diritto costituzionale, visto che evidentemente lo stesso principio non viene considerato per gli elettori.

A contestare la decisione è Fratelli d’Italia, con Francesco Lollobrigida che tuona: “Riteniamo che il green pass sia uno strumento inutile. Ma abbiamo chiesto che le stesse regole imposte ai cittadini valessero per i parlamentari. Ancora oggi nell’aula della Camera che ne contiene centinaia si potrà accedere senza”.

Alessandro Della Guglia

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