Roma, 11 nov – “Più che vietare i cortei preferirei un ministro dell’Interno che vietasse gli sbarchi“: così Matteo Salvini torna all’attacco di Luciana Lamorgese. Il leader della Lega, a a Catanzaro per un riunione con i consiglieri eletti alla Regione Calabria e il gruppo dirigente del partito, commenta la stretta del Viminale contro le manifestazioni dei no green pass. “Conto a questo proposito – aggiunge Salvini – di andare, a proposito di controllo del territorio, dei confini e dei rischi legati all’immigrazione clandestina, nelle prossime settimane in Polonia. Perché ai confini dell’Europa sta succedendo qualcosa di pericoloso. Detto questo Calabria e Sicilia non possono avere sbarchi fuori controllo. Attendo da mesi un incontro con il ministro“, ricorda il leader della Lega. 



Salvini contro la Lamorgese: “Non ha esattamente controllo della situazione”

“Sono per il diritto di tutti a manifestare nel rispetto delle regole e il ministro dell’Interno deve garantire che si possa manifestare. Se però mi impegno a manifestare dalla piazza A alla piazza B e poi faccio qualcosa di diverso ne pago le conseguenze”, dice l’ex titolare del Viminale. “Mi sembra comunque – fa presente il leader della Lega – che tra rave party abusivi e assalti ai sindacati che questo ministro dell’Interno nell’ultimo periodo non abbia esattamente il controllo della situazione”.

Il giro di vite contro i cortei (ma non per fermare gli sbarchi)

Il giro di vite della Lamorgese contro le manifestazioni dei no green pass, con la scusa dell’aumento dei contagi e dei danni alla ripresa economica, è nel mirino anche di Giorgia Meloni, leader di FdI. L’alleata di Salvini, che però sta all’opposizione e che quindi può andarci giù più pesante, punta il dito contro i due pesi e due misure del Viminale. Come si è visto rispetto alle manifestazioni che si sono tenute in favore del Ddl Zan o dei rave party illegali. Se il problema è l’aumento dei contagi dovrebbe coinvolgere a maggior ragione un assembramento illegale. L’impressione invece è che – come obietta la leader di FdI – la pandemia sia un’arma utilizzata soltanto contro chi manifesta il proprio dissenso rispetto a obblighi e restrizioni imposti dal governo. In sostanza, se vieti i cortei per questioni di sicurezza, devi gestire con altrettanto rigore le altre situazioni in cui la sicurezza è a rischio. A partire dagli sbarchi.

Il leader della Lega attacca anche il reddito di cittadinanza

Salvini poi va all’attacco anche del reddito di cittadinanza. “Altri 9mila indagati per truffa. Io ribadisco la posizione della Lega e su questo lavoreremo in aula: garantire questo contributo a chi non può lavorare, disabili, invalidi, coloro che assistono, però tagliare ai furbetti“. “Qua ci sono 9 miliardi – fa presente – e con una parte di questi 9 miliardi si possono fare tante altre cose perché ormai siamo arrivati non a migliaia, ma penso a decine di migliaia di percettori che non ne avevano diritto. E soprattutto è un disincentivo al lavoro, in Calabria come in Lombardia”. Il reddito (misura bandiera del M5S), secondo il leader della Lega, “può essere un contributo temporaneo in attesa di tornare a lavorare. Non può essere un’assistenza a tempo indefinito senza nessuna offerta di lavoro. Non esiste. Così – conclude – non esiste in nessun Paese al mondo”.

Adolfo Spezzaferro

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