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Northern League supporters attend the annual meeting of Lega Nord (North League) in Pontida, about 90 km northeast of Milan on June 1, 2008. Northern League member and Italy's Interior Minister Roberto Maroni promised a zero tolerance for illegal immigratio during his speech. AFP PHOTO / GIUSEPPE CACACE (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Roma, 7 set – A Pontida niente terroni. L’evento leghista in programma sabato 17 settembre, nello storico pratone reso famoso per i folcloristici raduni degli anni bossiani, agita le acque nel Carroccio. Mai come ora, Matteo Salvini si trova stretto tra nordismo, berlusconismo e lepenismo. Il riferimento al vento d’Oltralpe sarà reso palpabile dalla presenza di Marion Le Pen, ospite d’onore dell’evento. Intanto, però, Stefano Parisi concluderà nelle stesse ore la sua convention programmatica a Milano, in nome di un centrodestra a trazione liberale in cui siano tutti di nuovo ben accetti in un grande abbraccio democristiano. Salvini non ama Parisi, ma, al solito, si guarda bene dal rompere. E così tiene il piede i tutte le staffe.

Del resto, prima di guardare alle alleanze, è in casa propria che il leader leghista deve risolvere diversi problemucci. Pontida, per i leghisti, significa una cosa sola: la proclamazione dell’indipendenza della Padania. E l’apertura al sud, la Lega nazionale, Noi con Salvini, la difesa dei confini nazionali, il riferimento ai caduti del Piave? Guai a parlarne ai militanti vecchio stampo, che dopo aver ingoiato le uscite salviniane quando la cavalcata del leader sembrava inarrestabile, ora presentano il conto della fase di stallo. E nel partito c’è aria di resa dei conti, con tanta voglia di bossismo di ritorno.

Il responsabile della comunicazione web dell’onorevole leghista Grimoldi, Mirko Giaffreda, sta lanciando in questi giorni una sua crociata contro i “traditori” di Ncs. Prima ha postato uno screenshot in cui alcuni esponenti siciliani del contenitore salviniano insultano Bossi, chiedendosi: “Ma scusate…questi dovrebbero venire a Pontida???? Ma il rispetto delle regole? Io chiedo che a questa gente se tesserata gli venga adottato un provvedimento disciplinare”. Da lì una sequela di insulti e minacce: “Li aspettiamo a braccia aperte….anzi mani…”; “La lega Italia fatela per i cazzi vostri, la Lega è una e non è Italica di sicuro”; “Ncs avete rotto i coglioni… adesso basta, tra 10 giorni la finiamo fuori una volta x tutte… vi aspettiamo voi e la vostra lega italica del cazzo…”; “Io non mi farei troppi problemi.. sono due terroni che la strada per Pontida la possono trovare solo se li portano su con il cammello..”.

In una successiva discussione circa le bandiere ammesse a Pontida (cioè quelle delle 13 regioni che da statuto leghista farebbero parte della Padania), interviene anche il senatore Gian Marco Centinaio, commissario (non troppo convinto) di Noi con Salvini per il Lazio: “Quindi se porto quella della Padania? Non si può? Ho un militante che porta da 9 anni quella della Scozia. Devo dirgli di lasciarla a casa?”. Giaffreda smorza i toni: “La bandiera della Padania e la nostra bandiera Gianmarco”. Ma qualcun’altro entra a gamba tesa: “Forse se l’è dimenticato…”. Centinaio rappresenta bene l’ambiguita del salvinismo. Per i militanti leghisti rappresenta l’odiata svolta “nazionalista” e traditrice della missione indipendentista della Lega. Curioso, quando il ruolo dello stesso in Ncs è sempre sembrato volto alla “messa in sonno” del contenitore, non certo a una sua inarrestabile espansione. Che, infatti, non c’è stata.

Solo punzecchiature web? Può darsi, ma, vista anche la partecipazione alla discussione di persone con dei ruoli politici piuttosto importanti, si tratta di un dibattito che dà il polso dell’ambiente leghista. Il progetto nazionale e sovranista di Salvini è fallito, lo smarcamento da Berlusconi anche. E i bossiani stanno uscendo dall’angolo per reclamare ciò che ritengono sia loro. Sulla testa del leader del Carroccio si addensano nubi sempre più nere.

Giorgio Nigra

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