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Roma, 13 mag – Com’è umano lei. Come è buono, bravo, bello. Praticamente un santo.
Ce lo immaginiamo così lo scodinzolar giubilante, in certe redazioni, alla notizia sullo stipendio da premier non percepito da Mario Draghi. La più ovvia delle domande – “quanto guadagna il primo ministro italiano?” – ha trovato oggi una risposta strabiliante: nulla. Draghi ha rinunciato infatti allo stipendio, con tanto di dichiarazione firmata lo scorso 5 maggio. Nessun emolumento, di conseguenza alcune prestigiose testate sottolineano: fa il “volontario” per lo Stato dimostrando “una volta di più” il proprio “stile di vita austero”.

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Draghi rinuncia allo stipendio da premier. Que viva il populismo

Ora, a prescindere dal fatto che messa così sembra davvero che l’unica entrata in casa Draghi sarebbe lo stipendio da premier, è piuttosto emblematica la sviolinata che in altri casi verrebbe relegata nell’alveo delle trovate inutilmente demagogiche. Si fa notare difatti che il predecessore Giuseppe Conte si era decurtato del 20% il compenso da presidente del consiglio. Ma lui, l’impareggiabile et misericordioso Supermario, è andato oltre dando “un’impronta ulteriore al suo servizio per il Paese”. Quindi è evidente il risparmio per le casse dello Stato, ben 80mila euro in saccoccia da spendere per risollevare l’economia al collasso. Il gran gesto di Sua Austerità è stato pure reso pubblico a noi comuni mortali, con tanto di documento che lo certifica inserito nel sito del governo. Draghi assurge dunque al pantheon del populismo, lì dove proprio nessuno si immaginava di intravederlo.

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Ma quanto guadagna Mario Draghi?

Certo, qualcuno potrà farci notare che tutto sommato ha dato un buon esempio e che siamo degli inguaribili incontentabili. Almeno lui, si dirà, non riempie il portafogli con i soldi dei contribuenti. Obiezione che si basa però su un equivoco di fondo, o per meglio dire un rischio sostanziale. Giudicando sic et simpliciter lodevole la scelta di Draghi si fa passare il messaggio che la politica sia appannaggio dei ricchi. Una sorta di diritto esclusivo. E’ insomma d’uopo chiedersi: un qualunque cittadino non abbiente potrebbe davvero rinunciare allo stipendio?

C’è poi un’altra domanda da porsi: quanto guadagna Mario Draghi? Lo si evince dalle sue dichiarazioni patrimoniali e reddituali. Nel 2020 gli emolumenti dell’ex presidente della Bce raggiungevano quota 581.665 euro (dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2019). Tra i beni immobili, Draghi ha dichiarato una serie di fabbricati, sia in proprietà che in comproprietà, e vari terreni in Italia. Oltre a un immobile a Londra. Ad occhio e croce non saranno 80mila rifiutati a mandarlo sul lastrico.

Eugenio Palazzini

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