Roma, 15 apr – Non sembra destinato a terminare lo scontro tra Matteo Salvini e Virginia Raggi che prosegue ormai da giorni. Dopo gli attacchi del ministro dell’Interno sul caos e la “monnezza” che imperversano nella Capitale, la “sindaca” aveva più volte invitato il vicepremier ad occuparsi di sicurezza. Adesso è affidata alle colonne del Messaggero l’ulteriore risposta di Virginia Raggi: “Io non ci sto. Non si può giocare la campagna elettorale sulla pelle dei romani. Basta. Al di là delle appartenenze politiche, devo e voglio difendere la mia città. Siamo stanchi delle sue chiacchiere”.

La Raggi rivendica i risultati della sua giunta puntando soprattutto sulla “ruspa” tanto cara al leader leghista: “Io le villette dei clan mafiosi le ho abbattute, dopo decenni di silenzio delle precedenti giunte: otto case del clan Casamonica buttate giù dalla ruspa. Come, allo stesso modo, abbiamo cacciato gli Spada dalle case popolari che occupavano abusivamente ad Ostia”. Ma più che i risultati politici rivendicati o le accuse a Salvini di utilizzare toni da campagna elettorale, sorprende come la Raggi riesca ancora una volta ad infilare nel suo discorso un attacco gratuito a CasaPound, ormai una vera e propria ossessione (ultimamente condivisa anche da Di Maio).

L’ossessione per CasaPound


“Salvini è pronto a mettere a disposizione poliziotti e telecamere?”, si chiede retoricamente la Raggi. “Voglio prenderlo in parola: sulla sicurezza c’è bisogno di maggiore presenza dello Stato, se non vogliamo lasciare spazio a formazioni estremiste come CasaPound. Ci sostenga nella richiesta per assumere altri uomini della polizia urbana di Roma. Da quando sono arrivata ho assunto circa mille poliziotti e vigili ma comunque la città ha una carenza di almeno altre 2.000 unità. Le soluzioni ci sono, altrimenti restano soltanto parole e polemiche”. Insomma a Roma serve “maggiore presenza dello Stato” non per contrastare la criminalità, ma per non dare spazio a CasaPound, che fino a prova contraria si candida democraticamente alle elezioni e quando manifesta lo fa richiedendo regolare autorizzazione.

L’opa leghista sulla città

Al sindaco di Roma non devono essere piaciute le voci che girano tra le vie della Capitale e i palazzi della politica, quelle della presunta “opa leghista” sulla città. ” A me non interessa litigare. Quando mi incontro o mi sento con il ministro si dimostra disponibile. Collaborare è anche nel suo interesse. Le scaramucce fanno parte del gioco politico e mediatico. Colpisce che tanti referenti locali della Lega siano stati in passato molto vicini al centrodestra che ha governato la città con esiti sotto gli occhi di tutti”.

Davide Romano

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4 Commenti

  1. oddio…
    se butti giù letteralmente con la ruspa immobili di pregio,anzichè riconvertili ad uso sociale,temo che la caricatura di tal Raggi ad opera del grande Ghisberto,sia particolarmente azzeccata.

  2. Ha una logica cristallina il fatto che, per la sindaca dell’Urbe il problema che affligge la città santa sia rappresentato da CasaPound. Come fa’, poveretta, a collocare in pace, dove più le piace, o le fa’ comodo, rom, sinti, caminanti & vari ripugnanti?… Come fa’, se no, a conculcare, beffare e umiliare i cittadini Italiani?… È un b problema…..

  3. Ha una logica cristallina il fatto che, per la sindaca dell’Urbe il problema che affligge la città santa sia rappresentato da CasaPound. Come fa’, poveretta, a collocare in pace, dove più le piace, o le fa’ comodo, rom, sinti, caminanti & vari ripugnanti?… Come fa’, se no, a conculcare, beffare e umiliare i cittadini Italiani?… È un bel problema…..

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