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Roma, 30 dic – La manovra è legge grazie all’ok del Senato, ma Renzi avverte Conte che il governo deve decidere “cosa fare da grande”, perché con “l’immobilismo la legislatura finisce”. Insomma, il leader di Italia Viva non molla e come annunciato vota sì alla legge di Bilancio ma chiarisce che è l’ultima volta che vota la fiducia sulla fiducia, per l’appunto.



Conte si salva dall’esercizio provvisorio ma non dall’ultimatum di Renzi

Il governo giallofucsia si salva dall’esercizio provvisorio ma non dallo scontro annunciato tra Renzi e Conte sul Recovery fund, la delega ai servizi – che per l’ex segretario Pd non può andare al premier – e il Mes sanitario. In merito ai miliardi Ue, il leader di Iv ribadisce che bisogna investire in “ricerca e innovazione”. E per quanto riguarda il prestito Ue per le spese sanitarie della pandemia torna alla carica. “Il Mes, con i suoi 36 miliardi di euro, può cambiare la storia della sanità italiana”, dice convinto.

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Renzi vota sì alla manovra ma avverte: “Non saremo complici di spreco di denaro”

“Dal rispetto delle forme democratiche, del bicameralismo deriva una credibilità delle istituzioni che rischia di essere messa a dura prova. Non smetteremo di chiedere che ci sia il rispetto in tutte le forme istituzionali, dai servizi segreti alle regole per approvare la legge di Bilancio. O il Senato rischierà di essere distrutto“. E’ l’allarme lanciato dal leader di Italia Viva in Aula prima della votazione della manovra. Poi Renzi ha avvertito ancora una volta il premier: “Non saremo mai complici di uno spreco di denaro. Voteremo sì alla manovra, ma il governo decida cosa vuole fare da grande”. E ha osservato: “Se il governo gialloverde approva la legge elettorale in 48 ore, si va alla Corte costituzionale, come ha fatto il Pd. Se lo fa il governo giallorosso si sta zitti?”.

Il leader di Iv: “Come in bicicletta, equilibrio si tiene se ci si muove”

Poi Renzi è tornato sulla possibilità di una crisi di governo. “A chi ci viene a dire ‘siete irresponsabili perché mettete in discussione la stabilità’, rispondo che ho lavorato perché si proseguisse l’esperienza di legislatura perché pensiamo sia un valore la stabilità, ma c’è una differenza epocale tra la stabilità e l’immobilismo“. E in merito l’ex premier si produce in un paragone esemplificativo: “Come in bicicletta l’equilibrio si tiene se ci si muove o l’immobilismo fa terminare la vita della legislatura. Ecco perché abbiamo chiesto chiarezza”. E poi cita pure Aldo Moro: “La verità illumina e dà coraggio”. Parole a cui, a distanza, durante la sua conferenza stampa di fine anno il premier ha replicato con un’altra citazione, sempre di Moro: “Gli ultimatum non sono ammissibili”.

FdI chiede mozione di sfiducia ma la Lega è contraria

Sul fronte dell’opposizione si registra l’annuncio della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni di voler presentare una mozione di sfiducia al governo. Una mossa per mettere alla prova Renzi e il suo ultimatum a Conte. “Non credo alla buona fede di Renzi e alla reale volontà di aprire una crisi di governo. Ma sarei contenta di sbagliarmi“, dice. “Propongo a chi realmente voglia, come noi, di mandare a casa definitivamente il governo Conte, e comunque a tutto il centrodestra – prosegue la Meloni – di presentare una mozione di sfiducia al presidente del Consiglio e all’intero governo. Così vedremo, ancora una volta, chi vuole mantenere in vita l’attuale esecutivo (o al massimo puntare a un rimpastino), con tutti i gravissimi danni che sta arrecando agli italiani e chi invece vuole mandarlo veramente a casa”. L’idea della Meloni però non piace alla Lega: “In questo momento, l’unico che sarebbe beneficiato da una mozione di sfiducia è proprio Conte”, obiettano fonti del Carroccio.

Adolfo Spezzaferro

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