giudici3Roma, 25 gen – Passano i governi, passano le riforme, ma i giudici non perdono il vecchio vizio di mettere il naso nella politica, in spregio alla divisione dei poteri che vorrebbe un organismo deputato a fare le leggi e un altro designato per farle applicare.

L’occasione è stata l’inaugurazione dell’anno giudiziario, da sempre una ghiotta passerella per i magistrati in cerca di visibilità. La parte della star, quest’anno, è toccata al procuratore generale di Torino, Marcello Maddalena.

“Francamente – ha spiegato il magistrato – pensavo che una delle prime riforme del governo Renzi sarebbe stata quella relativa alla prescrizione visto che quella del 2005 (la famosa legge ex Cirielli) è stata unanimemente condannata e additata al pubblico ludibrio. E invece no, nelle priorità del governo non era questa la prima riforma da varare nei cento giorni (poi diventati mille). La prima riforma è stata quella che ha brutalmente e malamente ridotto le ferie dei magistrati, una riforma che ancor ci offende. Evidentemente il presidente del Consiglio non ha trovato niente di meglio che ispirarsi al personaggio di Napoleon (ovvero Stalin) de ‘La fattoria degli animali’ di orwelliana memoria, che aveva scoperto, per tutti i problemi della vita, il grande rimedio: lavorare (anzi, far lavorare gli altri) di più. Fino a farli crepare della fatica, come il cavallo Gondrano, morto sul lavoro senza riconoscimenti pensionistici e senza neppure una dignitosa e onorata sepoltura”.

Insomma, nell’Italia della crisi, del precariato, dello sfruttamento della manodopera immigrata, della demolizione dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori, esisterebbe una forma di schiavismo fino ad oggi ignota: quella dei magistrati costretti addirittura a “crepare dalla fatica”.

La replica di Matteo Renzi non si è fatta attendere, affidata a un lungo post su facebook in cui il premier ha spiegato: “Trovo ridicolo – e lo dico, senza giri di parole – che se hai un mese e mezzo di ferie e ti viene chiesto di rinunciare a qualche giorno, la reazione sia: ‘Il premier ci vuol far CREPARE di lavoro’. Noi vogliamo solo sentenze rapide, giuste”. Renzzi ha anche aggiunto polemicamente: “L’Italia che è la patria del diritto prima che la patria delle ferie, merita un sistema migliore”.

Giorgio Nigra

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