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raggi programmaRoma, 9 set – Manca l’assestamento di bilancio necessario (e promesso entro settembre) per recuperare 70 milioni di euro, mancano le cruciali nomine alle società partecipate che attendono una qualche gestione prima di trascinare tutta Roma al ribasso, nonostante le promesse proseguono gli sgomberi dei cittadini italiani dalle proprie case, in città non si capisce chi comandi fra direttorio, neo-sciolto mini-direttorio e chissà chi altro – l’impressione è comunque che il sindaco conti come il due di coppe quando si gioca a bastoni – ma l’urgenza di Virginia Raggi qual è? Il primo matrimonio omosessuale della capitale.



Dopo la fumata nera sulla nomina del magistrato contabile De Dominicis allo scranno di assessore al bilancio, non si sa bene se perché indagato o perché vicino a Cesare Previti, ci si attendeva come minimo una mossa forte da parte del primo cittadino a cinque stelle. E questa mossa è arrivata: il 17 settembre, cascasse il mondo, la Raggi sarà chiamata a celebrare le prime nozze gay al comune di Roma. Ad annunciarlo è stata Flavia Marzano, assessore alla Roma semplice (al Campidoglio non esiste un programma di governo sulle partecipate che bruciano decine di milioni ogni anno ma esiste un assessore alla semplicità), che rilancia: il giorno successivo si replicherà subito con i secondi aspiranti neo-coniugi. Non c’è evidentemente tempo da perdere, fra e-mail non lette e caldo agostano che impedisce le necessarie attività per il funzionamento della città, serve fare presto per dare, nelle intenzioni, una parvenza di normalità. La manutenzione della metro A, gli investimenti sulla B e la continuazione della C, le duplicazioni di spesa da risolvere, gli investimenti di Atac fermi al palo perché in giunta si dimenticano le delibere, la raccolta differenziata? Nulla di tutto ciò è, per il momento, in agenda. Questione di priorità.

Black Brain

Nicola Mattei

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