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Roma, 13 ago – Se ne era parlato per settimane. E ora Aquarius, la discussa nave dell’Ong Sos Méditerranée, viene nuovamente invitata ad andarsene dal suo Salvini-Toninelli. L’imbarcazione trasporta attualmente 141 immigrati africani, che finora però nessun Paese europeo si è detto intenzionato a far sbarcare. Di qui l’appello della Ong, dopo che già Malta ha negato l’accesso ai propri porti e l’Italia ha fatto orecchie da mercante. Circa un mese fa l’Aquarius, dopo un lungo peregrinare, aveva infine attraccato a Valencia. Ma gli spagnoli non sembrano più così «buoni» ultimamente.





In merito alla vicenda Toninelli è stato molto chiaro: «L’Ong Aquarius è stata coordinata dalla Guardia Costiera libica in area di loro responsabilità. La nave è ora in acque maltesi e batte bandiera di Gibilterra. A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi», ha scritto il ministro dei Trasporti su Twitter. E anche Salvini ha ribadito su Facebook: «Proprietà tedesca, noleggiata da Ong francese, equipaggio straniero, in acque maltesi, battente bandiera di Gibilterra. Può andare dove vuole, ma non in Italia! STOP ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici».
Federico Pagi



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2 Commenti

  1. leggevo il “report” di una giornalista imbarcata su quella nave di cacciapalle,corredato di storia strappalacrime su un bambino e madre “profughi” dal MAROCCO (!!!!) e avallo completo sulla bufala del sistema di localizzazione “che non può essere staccato” (basta mettergli un “carico fittizio”* con la stessa impedenza dell’antenna e diventa come un amplificatore acceso ma senza casse) da parte del comandante di predetta nave.
    dei generatori di coglionate come quelli dell’Aquarius sono davvero rari da trovare e ovviamente possono esserlo grazie all’avallo automatico della stampa di regime….basti pensare a quell’ennesima
    sciocchezza della Guardia Costiera libica che NON parlerebbe inglese ma solo arabo (infantile scusa per far finta di non poter comunicare con loro) dopo aver presentato lo staff a bordo di oltre 20 nazionalità con tanto di tal Hammad (ex profugo) che sicuramente si sarà dimenticato la sua lingua madre.
    a questo punto un BRAVISSIMA alla giornalista Francesca Totolo ed alla stampa libera come il pregiatissimo Primato Nazionale per esporre i fatti ed i numeri come sono nella realtà e non nelle infantili e strumentali fantasie di…tutti gli altri.
    * da wikipedia sui carichi fittizi per radio:
    “In ambiente radiotecnico, questo dispositivo è anche conosciuto col nome di dummy antenna e viene utilizzato per testare le caratteristiche di un trasmettitore. Esso sostituisce l’antenna durante le operazioni di testing e il settaggio dei parametri, in modo che il trasmettitore non interferisca con altri trasmettitori.[1] Inoltre, se il trasmettitore fosse testato senza carico, potrebbe venir danneggiato o comunque gli aggiustamenti effettuati sarebbero inevitabilmente inutili perché il comportamento del trasmettitore, in genere, varia al variare del carico”;
    quindi staccando l’antenna dell’apparato di localizzazione della nave e collegando un carico fittizio il transponder risulta acceso regolarmente ma non trasmette un bel niente.

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