Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 2 ago – Nella giornata di venerdì e, successivamente, in quella di sabato, il profilo ufficiale del ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha pubblicato due contenuti riferiti alla crisi migratoria in atto, con un’attenzione particolare riservata al presunto piano che il governo si accinge ad intraprendere per contrastarla.

Nel testo afferma chiaramente di aver intavolato una discussione con il ministro dell’Interno – Luciana Lamorgese –  al fine di elaborare tutte le specificità del piano sull’immigrazione, il quale propone, sostanzialmente, di fermare le partenze attraverso cooperazioni internazionali con le nazioni del Maghreb, con un’attenzione particolare alla Tunisia, in cui non è in atto alcuna guerra. Un altro punto cruciale del piano è la distruzione delle imbarcazioni utilizzate dagli scafisti, oltre a rimpatri più veloci e ridistribuzioni dirette ai Paesi dell’Unione Europea sullo stampo degli accordi di Malta che, tuttavia, non sono mai stati completamente onorati dai partecipanti.

Di Maio fa la voce grossa, apparentemente

Il ministro degli Esteri ha esordito in diretta cercando di distrarre l’ascoltatore propinandogli la solita minestra immigrazionista secondo la quale il tema principale non sarebbero i migranti, bensì la centralità del rispetto delle regole anti-Covid. Viene spontaneo interrogarsi sulla relazione vigente fra le sue affermazioni, e come possa non considerare la bomba sanitaria rappresentata da migliaia di clandestini provenienti da nazioni in preda ad una potenziale crisi epidemica. Nel corso della diretta, tuttavia, Di Maio si dimostra consapevole del rischio sanitario che si cela dietro ad un quantitativo spropositato di sbarchi, sfociando così in una palese ed imbarazzante giravolta rispetto alla realtà dei fatti, che vede un governo complice, impegnato in un ruolo fortemente attivo nell’accoglienza di clandestini potenzialmente positivi.

Incoerenza a 5 Stelle: dov’è finito l’obiettivo “sbarchi zero”?

Nella fase finale della diretta pubblicata lo scorso venerdì, Di Maio ha affermato di avere le idee chiare circa i prossimi passi da effettuare per contrastare l’immigrazione clandestina. Questa sua affermazione stona drammaticamente con i numeri pubblicati dal Viminale stesso. Nel 2020, fino ad ora, sono sbarcati ben 13.710 immigrati, di cui quasi il 40% ha dichiarato di essere di nazionalità tunisina, ossia proprio lo Stato con il quale Di Maio ha promesso di intavolare una trattativa. Nello stesso periodo dello scorso anno, ad oggi, erano sbarcati “solamente” 3.867 immigrati, perché la politica portata avanti dal governo giallo-verde prevedeva lo stop alle imbarcazioni impegnate nel trasporto degli immigrati, sbloccate esclusivamente da un’accertata ed accordata redistribuzione fra le Nazioni europee.

Laura Ferrara – europarlamentare del Movimento 5 Stelle – nel 2017 parlava di “obiettivo sbarchi zero”, e ancora più incredibilmente affermava: “l’immigrazione è il più grande fallimento dei partiti”. Nulla da eccepire a queste affermazioni, se non fosse che il suo partito si sta rendendo complice di migliaia di sbarchi perfettamente evitabili ed illegittimi, dal momento che la provenienza è quasi esclusivamente da Paesi in cui non è presente alcuna guerra.

Giacomo Garuti