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Roma, 21 mag – “Non è ancora tempo di party, di movide e di assembramenti: rimane fondamentale il rispetto delle distanze e della sicurezza”. Così Giuseppe Conte, in una informativa alla Camera, lancia il solito allarme (come se si vivesse in “un fine fase 1 mai”), condito con i consueti toni paternalistici che lo contraddistinguono: “Se il peggio è alle spalle lo dobbiamo ai cittadini che hanno modificato i loro stili di vita“. E’ in questo passaggio chiave che sta tutta la vicenda coronavirus per come l’ha gestita il premier: una fase 2 che ora (e non il 4 maggio) sta partendo, con i negozi che riaprono dopo mesi di serrata generale, in cui il governo giallofucsia ancora deve far arrivare i soldi a famiglie e imprese. Ma – esulta Conte – grazie all’aver accollato ogni responsabilità agli italiani, il peggio è passato. Dal canto suo, il governo si è limitato a chiudere tutto e a tappare gli italiani in casa, con multe, sanzioni, posti di blocco e denunce per chi non rispettasse il lockdown. “In questa fase più che mai resta fondamentale il rispetto delle distanze di sicurezza e ove necessario l’uso delle mascherine“, ribadisce. E poi parla di una fase 2 in cui – grazie al coraggio delle scelte del governo – tutto riparte alla grande, come in un mondo fatato, parallelo alla realtà.

Conte parla di “scelte coraggiose” nell’aver avviato la fase 2 soltanto ora

Il premier dice che adesso si tratta di “riavviare il motore economico e produttivo dopo aver superato la fase più acuta dell’emergenza, ma la sfida è ancora più difficile”. “Con la stessa determinazione” usata nella fase 1 “ritengo possibile, anzi doveroso, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità. Siamo nella condizione di affrontare la fase 2 con fiducia e responsabilità”. Questo sempre grazie al fatto che gli italiani si sono comportati bene. Il premier spiega che “siamo stati costretti a limitare gli spostamenti, a imporre un distanziamento sociale e ogni attività che aumentasse il contagio”. E i cittadini “hanno compreso il pericolo del virus. Salvo limitate eccezioni le misure sono state rispettate con disciplina”. Peccato, lo ripetiamo, che da parte del governo non c’è stata la stessa solerzia nell’aiutare un Paese economicamente fermo per due mesi. Ma lui insiste, si autoincensa: “Non tutti avrebbero assunto decisioni così sofferte. Abbiamo fatto la scelta giusta a chiudere. Con la stessa determinazione, pur non in presenza di un quadro non risolto, abbiamo compiuto una scelta coraggiosa per un ritorno alla normalità“. Il coraggio starebbe nell’aver riaperto con gravissimo ritardo e senza le condizioni per rimettere in moto l’economia.

“Allungare le restrizioni avrebbe compromesso l’economia”… Invece così è tutto apposto

Conte poi indugia anche sulla sua sfilza di Dpcm con cui ha gestito in modo fallimentare l’emergenza. “Un ordinamento democratico non può tollerare la compressione libertà se non in presenza di una minaccia grave e attuale – spiega -. La presenza di misure così severe oltre il tempo necessario sarebbe irragionevole e incompatibile con i principi della Costituzione”. Il tempo necessario ovviamente è quello imposto dagli esperti (i veri decisori) e che ci vede in forte ritardo rispetto agli altri Paesi Ue sul fronte della ripresa economica. A sentire il premier, nessun ritardo invece. “Il piano di monitoraggio ci consente di disporre un quadro dettagliato della curva epidemiologica che ci permetterà di intervenire con misure restrittive se in alcuni luoghi specifici ci saranno nuovi focolai, il rischio è calcolato, dobbiamo accettarlo, non possiamo fermarci in attesa del vaccino”. Allungare le restrizioni avrebbe “compromesso in modo irrimediabile il tessuto produttivo e sociale”. Come se invece con la riapertura dei negozi ritardata fino a lunedì 18 l’economia fosse stata messa in salvo.

“App Immuni in arrivo, dal 25 maggio test sierologici volontari su campione”

Sul fronte sanitario poi Conte annuncia che è in arrivo l’app Immuni per il tracciamento dei soggetti positivi al coronavirus, con dati che “saranno cancellati appena terminerà l’emergenza. Per quanto riguarda il “contact tracing” il premier assicura che “il governo ha introdotto una disciplina per realizzare la app Immuni nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza nazionale. Nei prossimi giorni partirà la sperimentazione su questa nuova applicazione, i dati verranno usati solo per la tracciabilità del virus”. Dal 25 maggio via ai test sierologici volontari “su campione”, aggiunge.

La supercazzola del premier: “Trasformare questa emergenza in opportunità”

Infine, dopo aver invitato i cittadini a fare le vacanze in Italia per aiutare il turismo (magari grazie alla ridicola mancetta di 500 euro a famiglia), Conte si produce in una supercazzola senza precedenti: “Abbiamo di fronte un’opportunità storica possiamo sciogliere i nodi, le incrostazioni, che finora ci hanno impedito di introdurre un benessere diffuso per tutti i cittadini. Spetta a noi tutti trasformare questa emergenza in opportunità“. A sentire il premier, quindi, la crisi scatenata dalla serrata generale sarebbe l’occasione ideale per ripartire meglio di prima. “Non ci illudiamo che sarà una sfida facile ma il nostro impegno sarà massimo”, aggiunge. E’ chiaro ormai che Conte parla a un Paese immaginario, dove i discorsi scritti da Casalino magicamente si trasformano in benessere e ricchezza. L’Italia intanto è in ginocchio.

Adolfo Spezzaferro

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