Roma, 25 ott – Scontro Lega-Pd sulle pensioni: ipotesi uscita a 64 anni fino al 2024, muro di Letta sulle quote. Slitta a giovedì il Consiglio dei ministri previsto per domani per definire la legge di Bilancio. Le prossime ore serviranno a trovare la quadra, sia nella maggioranza che con i sindacati sui nodi ancora da sciogliere. Il segretario del Pd Enrico Letta dice no al sistema delle quote voluto dalla Lega. Si starebbe dunque lavorando su un meccanismo con età fissa di uscita a 64 anni fino al 2024 e contributi crescenti. Ipotesi che non convince il leader della Lega Matteo Salvini, il quale si dice comunque disponibile a trattare.



Scontro Lega-Pd sulle pensioni, muro di Letta sullo quote

Sale la tensione nella maggioranza sul meccanismo di superamento di Quota 100, la riforma delle pensioni tanto voluta dalla Lega, rottamata dal premier Mario Draghi. Andranno riviste le cifre indicate nel Documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles, ma i margini sono strettissimi. Ecco perché Lega e Pd sono ai ferri corti su come usare i fondi previsti dal Dpb. Letta respinge il sistema delle quote chiesto dalla Lega: preferisce intervenire con un meccanismo flessibile, in particolare per lavori gravosi e donne. “Il problema di fondo – ha detto Letta a Che tempo che fa – è che è sbagliato il metodo della quota. Quota 100 è stato un errore. Chi ne ha usufruito ha avuto un vantaggio ed è contento ma per l’80% sono uomini, è uno strumento diseguale che discrimina le donne. Secondo me più che il tema della quota, le due cose da fare sono flessibilità a seconda dei lavori gravosi e poi dare un messaggio importante alle donne con Opzione donna”. “Combatteremo – è l’annuncio di Letta – perché in legge di Bilancio il punto essenziale siano le donne e i giovani”.

Sindacati sul piede di guerra

Il governo ha respinto la proposta di Salvini di applicare Quota 102 per due anni, perché creerebbe uno scalone. Poi c’è il fronte con i sindacati, sul piede di guerra. Prima di arrivare al Cdm di giovedì dunque ci sarà un tavolo con le parti sociali, che hanno già bocciato la proposta del governo, e la consueta riunione della cabina di regia. Salvini, che con Silvio Berlusconi riunirà i ministri di Lega e Forza Italia sulla manovra, si dice pronto a incontrare Draghi per affrontare i temi aperti. E un colloquio, secondo fonti parlamentari, potrebbe esserci anche con il leader M5S Giuseppe Conte, che preme per la proroga, attualmente non prevista, del fallimentare cashback.

Dal canto loro, i sindacati aspettano al varco Draghi. Ma la posizione di Cgil, Cisl e Uil è chiara: serve una riforma strutturale delle pensioni in senso progressivo, che permetta di ritirarsi dal lavoro dai 62 anni in su. Una riforma che tenga conto anche del fatto che non tutti i lavori sono uguali. Altrimenti i confederali annunciano battaglia, con un calendario di mobilitazioni nazionali. Ma Draghi tirerà dritto: il ritorno alla normalità, seppur graduale, è deciso (“Ce lo chiede l’Europa”).

Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. Quando Salvini fece i capricci, il pd di dette dello stronzo. ora Letta non pretenderà mica di stare sul piedistallo? Un water per lui è anche troppo,

Commenta