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Roma, 5 giu – Il governo giallofucsia vuole riaprire le scuole a settembre ma restano una serie di nodi da sciogliere con enti locali e sindacati. Tutto ruota intorno alle condizioni di sicurezza da garantire per tutti in aula e nelle strutture scolastiche. In tal senso, servono necessariamente più soldi, più spazio e più personale. Ecco perché, in assenza di garanzie da parte di Palazzo Chigi sulle nuove assunzioni necessarie, lo sciopero del settore per lunedì 8 giugno – ultimo giorno di scuola – è confermato.

“Visiere e divisori tra i banchi”. Le ipotesi allo studio del Cts

Intanto il governo si è affidato, tanto per cambiare, al parere degli esperti. “Oltre alle mascherine ci sarà possibilità di usare le visiera anche per andare incontro alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici”. Sono le ipotesi allo studio del Comitato tecnico scientifico, come riporta il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina nel corso del vertice di ieri sera a Palazzo Chigi sulla riapertura a settembre. Sarà inoltre “valutata anche la possibilità di compartimentare i banchi, con divisori, anche per garantire maggiore sicurezza“. Misure importanti, che comportano uno sforzo organizzativo non indifferenti. Ma, assicura la Azzolina, “sulla scuola stiamo mobilitando risorse per oltre 4 miliardi“. A tal proposito, aggiunge, “ci sarà subito un nuovo stanziamento di altri 330 milioni per l’edilizia scolastica leggera. La norma contenuta nel decreto Scuola favorirà i lavori dando ai sindaci potere di intervenire”. Insomma, “vogliamo tenere quanto più possibile unito il gruppo classe, daremo strumenti flessibili alle scuole per agire”, dice. “Stiamo aspettando i dati sull’edilizia dagli Enti locali. A breve chiuderemo le Linee guida condivise per settembre“, chiarisce la Azzolina sottolineando: “Siamo tutti d’accordo che l’obiettivo di riapertura a settembre è complesso, ma raggiungibile se lavoriamo tutti insieme, ciascuno per la propria parte: il Paese si aspetta da noi che i ragazzi a settembre tornino a scuola. L’obiettivo – ribadisce – è portare tutti a scuola in presenza. Con particolare attenzione ai più piccoli, che hanno sofferto maggiormente in questo periodo”.

Le richieste di Anci e Conferenza delle Regioni

Ma nel corso del vertice i presidenti di Anci e Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini ed Antonio Decaro, hanno sottolineato “molte criticità” sul fronte delle risorse e del personale necessario per la riapertura nel rispetto delle prescrizioni indicate dal Cts. “La riapertura delle scuole a settembre – fa presente Decaro – comporterà molte criticità, ma è indispensabile e noi non ci tiriamo indietro”. Ma i soldi li deve mettere il governo. Ci sono, spiega il presidente dell’Anci, “una serie di necessità urgenti: sblocco dell’assunzione di personale, certezze su risorse per interventi rapidi di edilizia scolastica, riorganizzazione dei servizi di mensa e trasporto, un vero piano dei tempi che consenta di evitare che gli spostamenti si concentrino nelle ore di punta”.

Critici i sindacati, sciopero confermato

Molto critici i sindacati, soprattutto perché il tempo stringe. Per il segretario della Cgil Maurizio Landini ed il segretario della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, “la discussione sulla ripartenza è importante ma in grave ritardo“. “La riapertura delle scuole ai primi di settembre deve avvenire in assoluta sicurezza. Questa è oggi per noi la priorità”, dicono la segretaria della Cisl Annamaria Furlan e la segretaria della Cisl Scuola Maddalena Gissi. In tal senso, aggiungono, “è assolutamente necessario definire subito le linee guida nazionali come abbiamo fatto nelle scorse settimane con i protocolli sulla sicurezza, puntuali e dettagliati, per tutti i luoghi di lavoro. I tempi sono strettissimi. Dobbiamo sapere come garantire le necessarie distanze nelle aule scolastiche, tenendo conto della densità scolastica che non è uguale nelle varie province italiane, e soprattutto dobbiamo colmare le carenze enormi di organico che riguardano sia i docenti sia il personale tecnico. La protesta dei sindacati della scuola è dunque confermata“.

Ok della Camera a seduta fiume sul decreto Scuola

Intanto, dalla Camera ieri è arrivato il via libera alla fiducia posta dal governo sul decreto Scuola. I sì sono stati 305, i no 221, 2 gli astenuti. L’Aula ha deliberato la seduta fiume, cioè senza interruzioni, sul decreto (che scade domenica). In favore la maggioranza, e contraria l’opposizione.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. L’immagine a inizio articolo dice tutto… Da ora in poi a scuola si MUORE… Mascherine per il personale scolastico, non per gli alunni in quanto minorenni e manipolabili. La cosa sconcertante è che saranno i genitori stessi a mandare al macello i loro figli… Poi, un giorno, si verrà a scoprire che a causa delle “tue” scelte pur di mandare la prole a scuola, ci saranno conseguenze gravi per la salute irreversibili. Ed ecco che si chiamerà in causa la potestà genitoriale e i bimbi verranno tolti alle famiglie… Suona bene? Svegliatevi… Italiani di merda svegliatevi…

  2. Siamo alla farsa finale di un virus qualsiasi esagerato ad arte per attuare la dittatura santiaria.I bambini non sono stati colpiti in nessun caso da questo virus normalissimo eppure gli hanno isolati in casa e tolto la possibilità di imparare e di giocare con i loro coetanei.I genitori dovrebbero fare insieme una azione legale per i danni irreparabili che sono stati fatti sui loro figli e sul futuro del paese.
    Il concetto di sicurezza assoluta è una altra follia presentata alle masse; la vita comporta dei rischi e la morte anche per malattie respiratorie è sempre esistita anche se queste elite totalitarie ci vogliono far credere che ci proteggono quando nella realtà ci vogliono unicamente sottomessi e pecore senza identità
    Oltre al bavaglio hanno anche convinto gli italiani che serve il plexiglass sulle spiagge e a scuola e c’è pure chi ci crede!! Chissa le risate che si staranno facendo le elites occulte!

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