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Roma, 27 giu – Vostro figlio ha il raffreddore? A casa “in castigo”, visto mai che possa infettare con i suoi bacilli qualche altro studente. Tranquilli però, è una regola che vale anche per docenti e impiegati, per chiunque insomma frequenta la scuola e capiterà di starnutire. E’ quanto si legge nelle Linee Guida pubblicate dal Miur, in cui si specifica la “precondizione” per la presenza a scuola di studenti e insegnanti: assenza di qualunque sintomo del raffreddore “nei tre giorni precedenti”. Insomma la scuola riparte il 14 settembre, come comunicato ieri dal primo ministro Giuseppe Conte e dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Ma basterà una soffiata di naso, piuttosto frequente nel periodo autunnale, per obbligare gli alunni a stare lontani dalle aule.

Nemico raffreddore

La decisione del Miur tiene conto delle indicazioni del Comitato tecnico-scientifico e intende così evitare potenziali contagi. “La precondizione per la presenza a scuola di studenti e di tutto il personale – si legge nel testo in questione – è l‘assenza di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C anche nei tre giorni precedenti; non essere stati in quarantena negli ultimi 14 giorni; non essere stati a contatto con persone positive negli ultimi 14 giorni”. E chi si becca il raffreddore non potrà presentarsi a scuola per tre giorni, anche qualora lo studente si senta meglio già dal giorno successivo la manifestazione dei sintomi. A casa lo stesso.

Per essere sicuri che tutti abbiano però recepito il messaggio, il Miur ribadisce il concetto anche in un altro passaggio delle Linee Guida che specifica le “cinque regole per il rientro a scuola in sicurezza”. Un punto che invita a comportarsi in questo modo: “Se hai sintomi di infezioni respiratorie acute (febbre, tosse, raffreddore) parlane subito con i genitori e non venire a scuola”. Ma se per qualche motivo il naso di un alunno dovesse iniziare a colare mentre è in classe? Il governo ha pensato anche a questo: immediato isolamento. Ci sarà un’aula apposita per metterlo in quarantena? Non si capisce, ma potrebbe essere una soluzione al vaglio del Miur che ha approntato pure una serie di regole piuttosto difficili da rispettare per i bambini. Soprattutto per quanto riguarda il cosiddetto distanziamento sociale fuori dall’aula, ad esempio durante la ricreazione.

Le rime buccali

“Il distanziamento fisico (inteso come 1 metro fra le rime buccali degli alunni), rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione”, si legge nel testo. Fermi tutti, qualcuno si chiederà: cosa cappero sono queste “rime buccali”? Maledetti ignoranti che non cogliete il linguaggio raffinato del governo, mettete mano alla Treccani: “Rima buccale (rima oris), apertura delimitata dalle labbra (labia oris; v.), a forma di fessura trasversale tra le due guance (buccae)”. Tutto chiaro? No? Pazienza. E’ un po’ come per i “congiunti”, alla fine qualcuno ve lo spiegherà meglio per capirci ancora meno.

Obbligo delle mascherine? Forse

Ma non crucciatevi troppo, gli istituti scolastici passeranno l’estate a ripensare e riorganizzare gli spazi. Mentre le mascherine dovranno essere utilizzare in classe soltanto se strettamente necessario. Opzione nebulosa, perché l’interpretazione a riguardo è decisamente elastica. Ma il solito Comitato tecnico-scientifico è autorizzato comunque a valutare, quattordici giorni prima della ripresa scolastica, “la necessità dell’obbligo di mascherina per gli studenti (soprattutto della scuola primaria), per tutta la durata della permanenza a scuola e nei diversi ordini e gradi, una volta che possa essere garantito l’assoluto rispetto del distanziamento fisico sopra menzionato sulla base dell’andamento dell’epidemia anche in riferimento ai diversi contesti territoriali”.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Pensavo che le “rime buccali” fossero una poesia … o un gruppo poetico ….
    questo governo “petaloso” ha la stessa capacità comunicativa dei vecchi
    democristi , TANTE PAROLE VUOTE per non dire/fare nulla ,
    un governo SUPERCAZZOLO …..

    apriremo la squola , come fosse antani , tapioca tapioca ….

    Azzo/azzo/azzolina disonora il posto che fu di G.Gentile ……

    Mala tempora currunt sed peiora parantur

    Cacciamo Grullini , Komunisti e Cattolici dalle stanze del potere ….

    PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI !!!!! o lo è già ???

  2. Il ministro speranza dice
    Sotto a chi tocca
    E di troppe stronzate poi si riempie la bocca
    La ministra azzolina
    Già quand’era bambina
    Lo pensava da sola
    “io da grande vorrò
    Fare a pezzi la SQUOLA”…

    Rime buccali?… 😂😂😁😏😏😵😵

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