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1 set – La scuola riapre oggi, con i corsi di recupero. Intanto gli istituti si stanno organizzando per adeguarsi alle linee guida per il ritorno in classe in sicurezza. C’è finalmente anche l’accordo Stato-Regioni sui trasporti pubblici, uno dei nodi ancora da sciogliere per la riapertura ufficiale del 14 settembre (anche se alcune regioni ricominceranno le lezioni dopo le elezioni del 20-21). Pure sulla mascherina ora ci sono indicazioni chiare e univoche: in classe non è obbligatoria se si rispetta la distanza di sicurezza di un metro, neanche alle superiori.

Mascherina non obbligatoria al banco se si rispetta distanza di sicurezza

Alla fine il buon senso ha avuto la meglio. Nella scuola primaria, “per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (ad esempio il canto)”. L’indicazione definitiva arriva dal Comitato tecnico scientifico, in una nota. “Nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria“, aggiunge il Cts.  Pertanto per gli studenti delle superiori, che sono più esposti ai contagi anche fuori dalle scuole, sarà possibile inasprire le prescrizioni sanitarie in corso d’anno se ci sarà un aumento dei contagi, ma soltanto nelle aree più colpite dal coronavirus.

Trasporti: capienza massima all’80%

Ieri alla Conferenza unificata Stato-Regioni sono state approvate anche le linee guida per i trasporti pubblici. Capienza massima all’80% (come chiesto dai governatori) su bus e metro, separatori mobili tra sedili e dispenser a bordo di ogni mezzo per sanificare le mani. E ancora: garanzia di un efficace ricambio dell’aria e regole stringenti per la salita e la discesa dai mezzi. Ecco le novità principali: la capacità di riempimento potrà essere portata oltre il limite previsto in caso di percorsi brevi, della durata massima di 15 minuti, e nel caso in cui sui mezzi sia garantito un ricambio di aria e un suo filtraggio attraverso idonei strumenti di aerazione che siano preventivamente autorizzati dal Cts. Sui mezzi si dovrà viaggiare con la mascherina e mantenendo il distanziamento di un metro; la regola della distanza non vale “quando si tratti di persone che vivono nella stessa unità abitativa, nonché tra i congiunti e le persone che intrattengono rapporti interpersonali stabili”. Prevista inoltre la misurazione della febbre a casa degli studenti prima della salita sul mezzo di trasporto scolastico: in caso di febbre si resta a casa e scatta la procedura di quarantena. Per quanto riguarda salita e discesa, distanziamento di un metro, “facendo salire il secondo passeggero dopo che il primo si sia seduto. Per la discesa si procederà uno per uno evitando contatti ravvicinati”. Al fine di aumentare l’indice di riempimento dei mezzi di trasporto, poi, “potranno essere installati separazioni removibili tra i sedili”, per poter utilizzare il maggior numero di posti possibile.

“Lavoratori fragili”: ecco la circolare per evitare abusi sugli esoneri

Per evitare abusi sul fronte degli esoneri, è pronta la circolare del ministero della Salute che contiene le regole per i “lavoratori fragili”, ossia coloro che sono più a rischio in caso di contagio. Sono già migliaia le richieste di esonero arrivate ai presidi. Ma non basta avere più di 55 anni per poter richiedere di non tornare a scuola. Secondo quanto disposto dalla circolare, possono chiedere “la sorveglianza sanitaria” soltanto i soggetti con una “patologia con scarso compenso clinico”, che andrà certificato da un medico dell’Inail, che dovrà stabilire la gravità della malattia.

In caso di contagi non saranno presidi a decidere chiusura ma la Asl

Per quanto riguarda la riapertura del 14 settembre, cresce il numero di regioni che optano per un rinvio: dopo Puglia, Calabria, Sardegna e Basilicata si aggiunge anche l’Abruzzo, dove le lezioni cominceranno il 24. Infine, in caso di contagi in classe – come precisa il presidente dell’Associazione nazionale presidi – non saranno i dirigenti scolastici a decidere la chiusura dell’istituto, ma la Asl. Antonello Giannelli, ospite di Radio Anch’io su Rai Radio1, chiarisce che “la decisione di chiudere la scuola sarà in capo alla Asl perché è l’unico soggetto che può decidere in materia di comportamenti sanitari”.

Adolfo Spezzaferro

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