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Sgarbi: “Ingiustificata censura di Facebook contro CasaPound”

by admin
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Roma, 9 set – “Facebook purtroppo non è nuova a ingiustificate forme di censura. Spero solo che l’improvviso oscuramento dei profili di CasaPound sia dovuto a problemi tecnici e non alle sue idee politiche”. Così Vittorio Sgarbi, una delle poche voci realmente libere, critica fortemente la vergognosa mannaia della censura social che oggi ha colpito centinaia di pagine e profili di Cpi. Non solo Facebook però, anche Instagram ha deciso di rimuovere praticamente tutti gli account legati a CasaPound.

Sgarbi, sia su Facebook che su Twitter, aggiunge al suo post due hashtag significativi: #libertàdiespressione e #articolo21. Quest’ultimo è ovviamente l’articolo della Costituzione italiana che sancisce la libertà di espressione per chiunque, a prescindere dalle idee politiche manifestate. Lo ricordiamo, anche e soprattutto ai social che in questo momento hanno deciso evidentemente di fregarsene: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

La giustificazione di Facebook a riguardo appare con tutta evidenza del tutto pretestuosa e priva di fondamento: “Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia. Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram”. A dichiararlo, all’Ansa, è stato un portavoce di Facebook. Motivazioni, appunto, completamente fuori da ogni logica visto che CasaPound esprime semplicemente le proprie idee politiche senza “diffondere odio”. Il social network ha preso un abbaglio oppure ha deciso in realtà di tappare la bocca a chi considera scomodo e non allineato al pensiero unico?

Alessandro Della Guglia

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4 comments

ugo 9 Settembre 2019 - 6:53

Se ci sono persone tecnicamente abili tra chi si risente di questo “provvedimento”, potrebbero provare a rispondere ad oscuramento con altrettanto oscuramento. In alternativa, tra le persone abili sono numerosi i mercenari: basterebbe pagare il dovuto per porre le loro competenze al proprio servizio.

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Cesare 10 Settembre 2019 - 12:55

Scrive l’autore; “Il social network ha preso un abbaglio oppure ha deciso in realtà di tappare la bocca a chi considera scomodo e non allineato al pensiero unico?” La seconda risposta è quella giusta!!!.Queste multinazionali dell’ online sono controllate dagli stessi oligarchi occulti della finanza che controllano tutte le altre principali multinazionali, i media ed in particolare il sistema bancario e le banche centrali tutte private che producono ambedue a costo zero ed esentasse il denaro con cui assoggetano i popoli.
La cosa allucinante è che reprimere la libertà di stampa, aggravato perchè fatto da stranieri nella nostra terra, è contro l’articolo 21 della costituzione come dice Sgarbi ma evidentemente la nostra costituzione per i poteri forti stranieri è carta straccia. Anni fà una banca mondiale disse che la nostra costituzione non andava bene e non vorrei che i molti burattini traditori nostrani ci riprovino, dopo il tentativo fallito di Renzi, a stracciarla del tutto.
E’ fondamentale che un giorno che ritorna un governo che faccia gli interessi del popolo italiano venga istituita una piattaforma democratica di comunicazione alternativa ai colossi monopolistici mondiali delle comunicazioni online

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scaccu 10 Settembre 2019 - 12:43

Un appello a chi ancora non ne é uscito: lasciate perdere fb, nel giro di una settimana tornerete ad assaporare la vita, quella vera, l’unica degna di essere vissuta.

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Giovanna 10 Settembre 2019 - 4:28

Perché non oscurano tutti quegli individui che filmano e, fotografano la violenza sugli animali??come mai questa sensibilità non è così marcata su questo tema. Questo è quello che dovrebbe fare facebook se fosse una multinazionale seria.

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