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Roma, 25 giu – “La verità fa male. Non ho insultato la Bartolozzi: le ho solo ricordato come e da chi è stata candidata”. Così Vittorio Sgarbi, dopo l’espulsione dalla Camera e il conseguente intervento dei commessi che lo hanno portato via di peso al suo rifiuto di uscire dall’Aula, interviene con un comunicato stampa sulla bagarre di stamani.
Le registrazioni d’aula – dice Sgarbi – non hanno ripreso integralmente ciò che ho detto alla deputata di Forza Italia Giusi Bartolozzi. Le ho solo evocato il nome di Silvio Berlusconi, e dunque per denunciare la sua ipocrisia. E per una semplice ragione. La Bartolozzi è stata candidata in Forza Italia perché lo ha chiesto Gaetano Armao, su compagno, anche lui di Forza Italia, attuale assessore nella giunta della Regione Siciliana”. Dunque secondo Sgarbi non c’è stata “nessuna offesa” ma “la sola, semplice verità”.

“Ecco perché Fi è ridotta così”

Poi il critico d’arte attacca duramente: “Capisco che ricordarlo oggi che lei difende, senza alcuna distinzione, la magistratura, crei imbarazzo e susciti isteriche reazioni, anche da parte di chi le offre solidarietà. Ma non si può difendere astrattamente la magistratura senza ricordare di essere stati candidati dalla vittima più bersagliata della magistratura italiana, Silvio Berlusconi. Se Forza Italia oggi è ridotta a numeri di prefisso telefonico è anche per questo. Perché alle battaglie di principio, com’è quella per una magistratura indipendente e non politicizzata, si sono sostituite le battaglie del tornaconto personale”.

La Sarti? “Una poveretta, non sa quel che dice”

Sgarbi poi dice la sua anche su Giulia Sarti, che lo ha definito “indegno” di stare in Parlamento: “Non sa quel che dice. E nemmeno quel che fa. Una poveretta che, vale la pena ricordarlo per capire di che statura è il personaggio, per giustificare di essersi trattenuta 23 mila euro destinati al ‘Fondo per il microcredito’ ha denunciato, ingiustamente, il compagno con cui viveva. Una che vive di rimborsi. Io vado in Tv perché invitato. Io vivo del lavoro di storico e critico dell’arte; la Sarti senza lo stipendio di parlamentare può solo lucidare scodelle”.

Alessandro Della Guglia

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