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Silvio Berlusconi, il cavaliere senza maschere di un’Italia che rideva in faccia al moralismo

by Lorenzo Zuppini
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silvio berlusconi, cavaliere

Roma, 12 giu – Una foto molto divertente ritrae Silvio Berlusconi intento a percorrere un corridoio sui cui lati vi sono, inchinati, i vari supereroi del nostro cinema e dei nostri fumetti. L’ultimo corridoio che il Cav ha percorso è stato quello del San Raffaele, dove si è spento questa mattina senza che nessuno potesse pronosticare la sua dipartita. Anche il Giornale della famiglia aveva chiarito, giorni fa, che si trattava di un mero ricovero di controllo. Evidentemente, sarebbe stato scontato andarsene dopo aver avvisato tutti i commensali che hanno partecipato a questa festa folle durata trent’anni e che lo ha visto come protagonista assoluto, nel ruolo di giocoliere galante, di padrone di casa e di partito, di self made man sulla bocca di tutto il mondo e di tutti gli italiani. Cosa ha fatto Silvio Berlusconi? Cosa ha rappresentato, è invece la domanda giusta.

Silvio Berlusconi, l’ultimo grande spettacolo

Con la sua morte il Cav ci lascia appesi come sempre è riuscito a fare, increduli del coniglio che ha tirato fuori dal suo cilindro inaspettatamente e contro ogni previsione. La morte è solo un nuovo inizio per la sua seconda epica esistenza che sarà fatta di narrazione e di libri di storia che riporteranno il suo nome, le sue gesta nel campo privato e in quello pubblico. Berlusconi, tutti lo stiamo certamente immaginando, sta ghignando da lassù godendosi lo spettacolo di noi spettatori ancora una volta presi in castagna e lasciati di stucco. È forse la sua performance maggiormente realistica, assieme al volto insanguinato che mostrò spavaldo dopo aver ricevuto la statuetta del duomo di Milano lanciata da uno spostato. Il dolore e la morte lo hanno reso ancor più reale, sembra adesso di poterlo toccare e di averlo accanto a noi. Lui, l’uomo dalle innumerevoli vite e dalle cento resurrezioni, capace di incantare e tener sintonizzato un intero paese per alcuni decenni sulle frequenze della genuinità e della vitalità e dell’ottimismo. 

In un paese dove il Partito comunista, con la sua nuova ragione sociale, si approssimava a vincere le elezioni e prendere il potere, si è affacciato quel Cavaliere Mascarato inventato da Antonio Ricci per Striscia la notizia, pronunciando il suo proverbiale “sono invincibile!” e riscuotendo un intero paese dal torpore grigio che la gioiosa macchina da guerra di Occhetto stava facendo calare. Un privato che si mette a disposizione del pubblico, scende in politica con un “mi consenta” e mette a disposizione la propria esistenza per forgiare una nuova classe dirigente dopo lo tsunami di Mani Pulite condotto dai magistrati milanesi. E, come uomo privato, ha condotto la sua esistenza pubblica mantenendo su di sé il grado di libertà che dovrebbe caratterizzare ogni essere umano che non sia schiavo e non abbia padrone. 

Il conformismo dirigista ha sempre visto questo suo tratto caratteriale come fumo negli occhi, mentre il paese rimaneva ammaliato dalle sue uscite, dalle sue battute, dalle sue battaglie e dalla personalizzazione eroica che è riuscito a fare di taluni mali dell’Italia che certamente non è riuscito a sconfiggere ma che ha saputo portare a galla. Pensate se accadesse a voi, diceva quando i togati lo rinviavamo a giudizio per l’ennesima ipotesi di reato sconclusionata addossandogli le nefandezze fantasiose che qualche procura si inventava di sana pianta. Ma l’operazione non è mai riuscita, non ha mai intaccato quella porzione di Italia nuova che si adopera ogni mattina ad alzarsi, a lavorare, a inventare, a gioire, a piangere, a far l’amore e, infine, a morire. Godendosi la vita, e dopo essersela goduta, senza aver dato adito ai plotoni di perbenisti armati di baionetta che vorrebbero invece infilzare il paese sullo spillone del moralismo e del dileggio.

Leggi anche: Addio Berlusconi, grazie per averci salvato da De Benedetti

La maschera dell’uomo che non conosceva maschere

Adesso i suoi arcinemici si impegneranno, da ipocriti quali sono, a vergare editoriali commossi in cui spiegheranno il valore Cav con dei ma e dei però. Ma l’unico editoriale che varrà la pena d’esser letto rimarrà quello fissato nella mente di tutti noi, quello che racconta di un pirata, di un re, di un presidente, di un privato cittadino simbolo di quel pianeta sconosciuto che è la libertà.

Cala il sipario ma non si chiude un’epoca che ha fatto divertire alcune generazioni e svariati milioni di persone in giro per il mondo. Vedremo cosa avrà da dire chi lo sfotteva per il cerone e il lifting a prova di anni che passano, sublime prova di umanità e di umana paura. Gli diciamo grazie, provando umana tristezza, per aver addirittura indossato la maschera dell’uomo che non conosce maschere.

Lorenzo Zuppini

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2 comments

SiDai 12 Giugno 2023 - 4:03

Ciao Silvio, da uomini di destra ti siamo stati critici ma quanto ci hai fatto diverire quando i cominsti li prendevi a pedate e gli fregavi voti all’ultimo per contare come sempre. Ce ne’ un altro oltreoceano come te, e come te sta subendo di tutto. Gli ultimi guerrieri verso un epoca del libero mercato e dell’appiatimento socialista. PS: bell’articolo grazie

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In morte di Berlusconi, contro gli insulti social e gli elogi ipocriti 12 Giugno 2023 - 4:52

[…] Silvio Berlusconi, il cavaliere senza maschere di un’Italia che rideva in… […]

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