Roma, 5 nov – A livello nazionale, il destra-centro è in forte crescita, mentre la malconcia maggioranza giallofucsia già comincia a tremare per i suoi numeri in fortissimo calo. Ora, però, arrivano anche i temutissimi sondaggi per le Regionali in Emilia Romagna, che si terranno il prossimo 26 gennaio. E, stando all’ultima rilevazione di Alessandra Ghisleri per Euromedia research, la coalizione di destra-centro, con la sua candidata Lucia Borgonzoni, è già in vantaggio, con un distacco che oscilla tra i 5-7 punti percentuali. E il centrosinistra dunque, in una regione storicamente «sua», per la prima volta si trova a rincorrere.

La Borgonzoni punta l’Emilia

Intervistata dalla Stampa, la Ghisleri si è soffermata sul ruolo del leader della Lega, sempre presente in campagna elettorale: «Salvini avoca tutto a sé perché sa di rappresentare un traino. Ma in questo caso c’è una differenza: in tutte le regioni nelle quali il centrodestra sinora ha vinto, i candidati erano meno conosciuti di quanto non lo sia Borgonzoni in Emilia e questa può diventare una difficoltà». Secondo la sondaggista, pertanto, la mancata elezione a sindaco di Bologna nel 2016 potrebbe pesare sulla figura della candidata del destro-centro. Che, sempre secondo i sondaggi, a livello di gradimento si trova sullo stesso piano di Stefano Bonaccini, il candidato del centrosinistra nonché governatore uscente.

Un nodo a 5 Stelle

Ma per Zingaretti e Bonaccini i problemi non si fermano qui. Oltre a ritrovarsi in svantaggio rispetto al destra-centro, devono fare i conti con il muro che Di Maio ha eretto sugli accordi elettorali. Dopo la batosta in Umbria, infatti, il capo politico del M5S ha dichiarato che non ci saranno più alleanze tra Pd e M5S. Uno scenario da incubo per i dem che, qualora non potessero contare sul sostegno degli alleati di governo, rischierebbero davvero il tracollo. È per questo che Bonaccini e il segretario del Pd stanno continuando a lavorare sottotraccia per convincere i pentastellati a formare una coalizione. Anche perché, se dovesse cadere anche la «rossa» Emilia, il Conte bis avrebbe davvero i giorni contati.

Elena Sempione

2 Commenti

  1. Lasciatevelo dire da chi in Emilia vive da sempre: questa volta per il PD é veramente finita.
    Si sente nell’aria, lo si intuisce dalle piccole cose… Il giornalaio ex comunista che a tempo ha perso la voglia di parlare di politica… Il vicino di casa padre di famiglia, preoccupato per il gruppo di immigrati che staziona a fianco del portone… Il negoziante che conosci da una vita da qualche tempo un po’ troppo critico riguardo alle politiche locali…
    Ma soprattutto quell’esasperazione sorda che si sente pulsare dove prima non era…
    Credetemi, ragazzi: conosco bene la mia regione. Ho temuto che questo momento non giugesse mai, ma ora so che il l o r o tempo volge al termine.

  2. Temo che per miss geografia questa volta sarà una sonora bocciatura. Nell’aria della mia Emilia si sentono tante cose e non essendo fessi ci chiediamo se quel gruppo di immigrati che staziona ricade sotto l’ordinamento dei due decreti sicurezza siglati dall’ex ministro dell’interno ancora in vigore e tutt’ora sotto legislazione delle forze di polizia statali.

Commenta