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Roma, 24 set – Giuseppe Conte ci ha preso gusto e quasi sicuramente prorogherà lo stato di emergenza per il coronavirus in assenza di emergenza fino a fine anno. Non c’è ancora niente di ufficiale, ma a sentire le dichiarazioni dello stesso premier e del leader del Pd Nicola Zingaretti – che dopo il risultato alle regionali, ha molta più voce in capitolo di prima – gli attuali contagi giustificherebbero la prolungamento della gestione del potere a colpi di Dpcm, bypassando ancora il Parlamento. Anche se i contagi oggi non fanno più paura come prima, sia dal punto di vista numerico che sul fronte della sindrome Covid-19 – i ricoveri sono rari e quelli in terapia intensiva ancor di più -, il governo giallofucsia si sta apprestando a fregare ancora una volta il popolo italiano.

Per gli “espertoni” la proroga “starebbe nella normalità delle cose”

Va da sé che gli “espertoni” filogovernativi del Comitato tecnico scientifico, così come i virologi di fama schierati con Conte e compagni, sostengono da tempo la necessità di una proroga fino al 31 dicembre dello stato di emergenza sanitaria, peraltro appena prolungato con voto in Parlamento al 15 ottobre. Secondo il Cts, dunque, la proroga fino a fine anno, “starebbe nella normalità delle cose“, dato che “i Paesi attorno a noi hanno i dati che conosciamo”. Gli esperti fanno riferimento a Spagna e Francia, dove la curva dei contagi è molto più alta che da noi. “Le chiacchiere stanno a zero – fanno sapere dal Cts – oggi in Italia ci sono 350 casi più di ieri e bisogna seguire il trend. Per è tutto sotto osservazione ma pensiamo davvero entro il 15 ottobre saremo fuori oppure le cose saranno migliorate all’improvviso? E’ da vedere”.

Conte già parla di possibili “chiusure ben mirate”

Neanche a dirlo, lo stesso Conte si sta già apparecchiando l’ennesima proroga: “La situazione in Italia è sicuramente migliore rispetto ad altri Paesi europei, e siamo più preparati – anche come sistema sanitario – ad affrontare una eventuale recrudescenza della diffusione del virus. Allo stato attuale escludo la possibilità di un generale lockdown, potrebbero esserci – se necessarie – chiusure ben mirate“, chiarisce in un’intervista alla Stampa. “La cosa più importante è mantenere un atteggiamento prudente per non vanificare gli sforzi e i sacrifici fatti finora. Chiedo ancora una volta a tutti, specie ai più giovani, di non abbassare la guardia”, è il solito monito paternalistico del premier. Insomma, Conte parla di “chiusure ben mirate”: sarebbe complicato decretare nuove zone rosse, senza stato di emergenza.

Zingaretti: “Proroga? E’ evidente, lo dicono i numeri”

Sulla stessa linea Zingaretti: “Io non entro nel dettaglio dei provvedimenti. Però è evidente. Lo dicono i numeri che siamo ancora dentro una fase di gestione della crisi del Covid, molto meglio che altri Paesi europei e del mondo che hanno numeri drammatici. Ma noi dobbiamo guardare molto a quanto sta avvenendo nei Paesi che hanno abbassato la guardia troppo presto. Sono tornati indietro. E quindi noi che siamo stati i primi ad essere rigorosi dobbiamo continuare a prestare attenzione”, sostiene convinto il leader del Pd ai microfoni di SkyTg24. “Mantenere un livello di sicurezza alto è il modo di tornare a vivere – aggiunge con una bella capriola – non è vero il contrario. Abbassare le regole è una ipoteca sull’ipotesi di tornare a produrre, a vivere, a divertirsi, a incontrarsi. Fino a che il vaccino non ci sarà occorre prendere atto che in questo tempo sarebbe da irresponsabili far finta che il problema sia risolto, come hanno fatto altri Paesi che sono tornati al lockdown totale“, avverte Zingaretti.

La sorpresa a questo punto sarebbe non veder rinnovato fino al 31 dicembre quello stato di emergenza che ha tenuto al sicuro fino ad ora la maggioranza giallofucsia. La sorpresa sarebbe vedere Conte rinunciare ai pieni poteri esponendosi ai rischi e alle insidie dell’Aula, ora che i 5 Stelle sono nel caos più totale. Ecco perché non ci aspettiamo sorprese.

Adolfo Spezzaferro

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