Roma, 29 mag – La possibile riforma della legge elettorale è uno dei temi cardine dell’agenda politica nazionale, attorno a cui si sviluppano maggiormente dibattiti e scontri tra le forze politiche. In molti si attendono un ritorno al proporzionale che permetta a partiti e alleanze minori di raggiungere un corrispettivo parlamentare che dia voce anche a quella parte di elettorato che non si rispecchia negli schieramenti maggiori e nell’ottica bipartitica che potrebbe formarsi negli anni futuri in Italia. Eventualità e opportunità da discutere e contrapporre ai fautori del maggioritario puro che, similmente a sistemi elettorali come quelli di Regno Unito e Usa, preferirebbero un differente approccio e una modifica del Rosatellum attuale.

Vade retro proporzionale? La possibile alleanza Pd-FdI

Tuttavia, l’aspetto terzo che da qui alle prossime elezioni ha più possibilità di avverarsi è quello del mantenimento dello status quo: per ragioni anche solamente tempistiche è complesso immaginare la stesura e, soprattutto, l’approvazione di una nuova legge elettorale in autunno. Emerge pertanto una possibilità nuova sullo scacchiere politico che potrebbe nascondere il fine ultimo di impedire l’avvento del proporzionale puro, determinata dalla non più improbabile “alleanza” tra Fratelli d’Italia e Partito Democratico. Sia chiaro, non intendiamo prefigurare uno scenario di coalizione elettorale tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta, eventualità almeno attualmente non perseguibile. Possiamo però elaborare una tesi realistica che dimostri la convenienza reciproca dei due capi di partito nell’evitare il netto spacchettamento delle forze politiche che il proporzionale determinerebbe.

Perché è uno scenario possibile

Superando qualsiasi dubbio possiamo definire Pd ed FdI come gli attuali primi partiti italiani per percentuale elettorale. Anche in ragione di ciò, la sfida nei collegi elettorali dove vige il maggioritario potrebbe permettere ad entrambi i partiti di sfidarsi per ottenere il maggior numero di eletti senza di fatto subire una reale concorrenza. Inoltre, la minore ma presente quota proporzionale della legge elettorale vigente permetterebbe di lasciare esclusivamente il “necessario” nelle liste e nei collegi agli alleati minori, nello specifico al moribondo MSS e alla probabile lista unica tra Lega e Forza Italia che attraverso l’unità potrebbe tentare di ridimensionare le rispettive difficoltà.

Uno scenario possibile che permetterebbe alle due forze maggiori di attuare la propria supremazia sui partner di coalizione senza dover rinunciare alle alleanze pre-elettorali. Non resta che osservare gli scenari futuri, nella consapevolezza che Letta e Meloni potrebbero giovarsi di una reciproca convenienza sfruttando una quasi insospettabile (e invisibile) alleanza parlamentare.

Tommaso Alessandro De Filippo

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