Ancona, 8 nov – Terremoto politico ad Ancona, dove mezza giunta comunale è sotto inchiesta per presunti appalti truccati. Un’indagine condotta dalla polizia, e coordinata dalla procura di Ancona, ha portato all’arresto di cinque persone: un dipendente comunale e quattro imprenditori, accusati di corruzione aggravata. In totale vi sono 30 persone indagate, a vario titolo, per abuso d’ufficio, falso materiale e ideologico in atto pubblici, turbata libertà di incanti e in materia ambientale, truffa aggravata e rifiuto atti d’ufficio. Uno scandalo che ha già scatenato una bufera nel capoluogo marchigiano.

Un terremoto politico

L’indagine ha svelato che al centro del sistema vi era il dipendente del Comune finito agli arresti. Secondo gli inquirenti infatti, l’uomo non rispettava il principio di rotazione di inviti e assegnazioni dei lavori, liquidando i compensi in modo “diretto e sistematico” alla stessa lista di ditte amiche. I 4 imprenditori arrestati sono invece accusati di aver corrotto il funzionario comunale al fine di aggiudicarsi gli appalti. A tremare però è anche la giunta comunale di sinistra, visto che nel registro degli indagati vi sono anche 4 assessori, accusati a vario titolo di turbativa d’asta, omissione di atti d’ufficio, abuso d’ufficio e truffa.

In sostanza gli assessori avrebbero dovuto informare o comunque rendere pubbliche informazioni che al contrario sarebbero state taciute. Angelo Eliantonio, capogruppo di Fratelli d’Italia al comune di Ancona, ha tuonato: “Chi fa politica in questa città oggi deve combattere questo sistema che intossica la pubblica amministrazione. Ora aspettiamo lo svolgimento delle indagini e a quel punto sarà giusto far pagare chi ha sbagliato. Sono cresciuto in una città in cui si è sempre parlato di “sistema Ancona”: gli appalti agli amici, i corrotti, la sinistra e il Pd che da sempre hanno il monopolio sui lavori pubblici, sull’urbanistica“.

Alessandro Della Guglia

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