Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 6 ago – «Pochi minuti fa i nostri avvocati hanno ricevuto la comunicazione da parte del governo della desecretazione dei verbali del Cts. Ringraziamo per la sensibilità dimostrata la presidenza del Consiglio». Lo ha annunciato ieri sera su Twitter la Fondazione Luigi Einaudi. Da oggi saranno quindi pubblici i verbali, richiesti da tempo dalla Fondazione, degli atti del Cts sul periodo dell’emergenza Covid-19 sulle basi dei quali erano stati redatti i Dpcm e inviati ieri da Palazzo Chigi alla Onlus. La decisione arriva dopo le polemiche dei giorni scorsi e la richiesta di ieri del Copasir di desecretare tutti gli atti.

L’annuncio della Fondazione

“La Fondazione Luigi Einaudi – si legge in una nota – annuncia che pochi minuti fa gli avvocati Rocco Todero, Andrea Pruiti ed Enzo Palumbo hanno ricevuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la documentazione a suo tempo secretata del Comitato tecnico scientifico posta a base dei Dpcm. E’ stato così accolto l’appello che il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto, ha rivolto al presidente del Consiglio Conte di far prevalere informazione e trasparenza rispetto ad elementi di tale rilevanza per la vita dei cittadini italiani”.

“La Fondazione Einaudi, nel ringraziare la presidenza del Consiglio dei Ministri per la sensibilità dimostrata, annuncia che nella giornata di domani renderà pubbliche tutte le informazioni ottenute attraverso il proprio sito web”, conclude la nota.

Il ricorso al Tar

Sulla desecretazione dei verbali la Fondazione Einaudi aveva promosso ricorso al Tar, vincendolo: il Tar aveva cioè riconosciuto il diritto a prendere visione di quegli atti. Successivamente la Presidenza del Consiglio aveva proposto ricorso in Consiglio di Stato, il quale in via cautelare aveva sospeso la esecutività della sentenza TAR, pur riconoscendone la fondatezza delle argomentazioni, e aggiornandosi nel merito al 10 Settembre.

La richiesta del Copasir

Nei giorni scorsi il Consiglio di Stato aveva deciso (su richiesta del governo) di sospendere la desecretazine degli atti e ieri pomeriggio sulla questione era intervenuto il Copasir. Il Comitato parlamentare per la sicurezza, che aveva fatto richiesta all’esecutivo di poter prendere visione degli atti, ieri ha ascoltato in audizione la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. “Dopo la sua relazione, Lamorgese si è confrontata sulle domande dei componenti in particolare sulla tematica di eventuali tensioni sociali che potrebbero eventualmente verificarsi nell’ultimo periodo del 2020”, ha dichiarato il presidente del Copasir, Raffaele Volpi.

Laura Stabile, senatrice di Forza Italia, in un’interrogazione urgente al premier ieri mattina aveva chiesto a Conte di spiegare al Parlamento il motivo per cui “nel contrastare la diffusione del Covid ci siano stati ritardi e omissioni pur disponendo di piani nazionali di prevenzione dell’epidemia” e perché “sia ricorso al Consiglio di Stato per non rendere accessibili al pubblico i verbali del Comitato Tecnico-Scientifico che hanno influito molto nella vita dei cittadini italiani in questi mesi”. Anche l’economista Carlo Cottarelli aveva attaccato duramente la scelta dell’esecutivo: “L’opposizione di Palazzo Chigi alla desecretazione degli atti del Comitato tecnico scientifico sul Covid è un atto grave. Cosa c’è  – domandava Cottarelli con un post su Twitter – che non dobbiamo sapere? È nostro diritto essere trattati da cittadini, non da sudditi”.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Ci sono solo 5 verbali su almeno 49, e mancano proprio i primi e probabilmente più decisivi. Grande operazione di trasparenza.

Commenta