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Roma, 9 lug – Torna la prescrizione e non solo: ridurre i tempi e assicurare l’efficienza, condizioni per l’accesso ai fondi del Recovery, questi gli obiettivi della riforma della giustizia approvata ieri in Cdm. Dopo lo scontro con i 5 Stelle manettari, che difendevano il “fine processo mai” di Bonafede, e l’intervento di Draghi che li ha fatti scendere a più miti consigli, la riforma della giustizia del ministro Marta Cartabia ha incassato l’unanimità del governo. Ora arriverà in Parlamento con l’avvertimento di Draghi che nessun partito può pensare di avere le mani libere: “La riforma va approvata così com’è”, è il monito del premier.



Dalla prescrizione alla digitalizzazione: la riforma della giustizia punto per punto

Vediamo dunque tutte le novità degli emendamenti al ddl di riforma penale proposti dalla Guardasigilli. Dai nuovi tempi per la prescrizione a criteri trasparenti per l’esercizio dell’azione penale, dalle regole per le impugnazioni alle misure alternative e alla digitalizzazione. Non solo prescrizione, dunque, nella riforma della giustizia targata Cartabia.

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Torna la prescrizione, ecco i nuovi tempi

Il nodo più difficile da sciogliere era quello sulla prescrizione, perché i grillini difendevano l’obbrobrio di Bonafede. Viene confermata l’attuale disciplina, che prevede lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado (sia in caso di condanna sia in caso di assoluzione). Si stabilisce una durata massima di due anni per i processi d’Appello e di un anno per quelli di Cassazione. E’ prevista la possibilità di una ulteriore proroga di un anno in appello e di sei mesi in Cassazione per processi complessi relativi a reati gravi (per esempio associazione a delinquere semplice, di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, violenza sessuale, corruzione, concussione – gli ultimi due sono frutto del compromesso con i grillini). Decorsi tali termini, interviene l’improcedibilità. Sono esclusi i reati imprescrittibili (puniti con l’ergastolo).

Indagini preliminari e udienza preliminare

Per quanto riguarda le indagini preliminari e l’udienza preliminare, si stabilisce che il pubblico ministero possa chiedere il rinvio a giudizio dell’indagato solo quando gli elementi acquisiti consentono una “ragionevole previsione di condanna”. Si rimodulano poi i termini di durata massima delle indagini rispetto alla gravità del reato. Inoltre, alla scadenza del termine di durata massima delle indagini, fatte salve le esigenze specifiche di tutela del segreto investigativo, si prevede un meccanismo di discovery (ossia la rivelazione) degli atti, a garanzia dell’indagato e della vittima.

Priorità dell’azione penale da sottoporre all’approvazione del Csm

Gli uffici del pubblico ministero, per garantire l’efficace e uniforme esercizio dell’azione penale, nell’ambito di criteri generali indicati con legge dal Parlamento, dovranno individuare priorità trasparenti e predeterminate, da indicare nei progetti organizzativi delle procure e da sottoporre all’approvazione del Consiglio superiore della magistratura.

Presunzione di non colpevolezza

In linea con il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, nella riforma della giustizia si prevede che la mera iscrizione del nominativo della persona nel registro delle notizie di reato non possa determinare effetti pregiudizievoli sul piano civile e amministrativo.

Udienza preliminare, i casi previsti

Si limita la previsione dell’udienza preliminare a reati di particolare gravità e, parallelamente, si estendono le ipotesi di citazione diretta a giudizio. Il giudice dovrà pronunciare sentenza di non luogo a procedere quando gli elementi acquisiti non consentano una ragionevole previsione di condanna.

Il ricorso all’appello

Si conferma in via generale la possibilità, tanto del pubblico ministero, quanto dell’imputato, di presentare appello contro le sentenze di condanna e proscioglimento. Viene poi recepito il principio giurisprudenziale dell’inammissibilità dell’appello per aspecificità dei motivi. Previste inoltre limitate ipotesi di inappellabilità delle sentenze di primo grado, per esempio in caso di proscioglimento per reati puniti con pena pecuniaria e di condanna al lavoro di pubblica utilità.

Cassazione, nuovo mezzo di impugnazione straordinario

Nella riforma della giustizia, poi, si introduce un nuovo mezzo di impugnazione straordinario davanti alla Cassazione, per dare esecuzione alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Inoltre, si prevede la trattazione dei ricorsi con contradditorio scritto, salva la richiesta formulata dalle parti di discussione orale in pubblica udienza o camera di consiglio partecipata.

Patteggiamento

Con il patteggiamento si prevede che, quando la pena detentiva da applicare supera i due anni (cosiddetto patteggiamento allargato), l’accordo tra imputato e pubblico ministero possa estendersi alle pene accessorie e alla loro durata. Nonché alla confisca facoltativa e alla determinazione del suo oggetto e ammontare.

Giudizio abbreviato

Nel giudizio abbreviato si prevede, tra l’altro, che la pena inflitta sia ulteriormente ridotta di un sesto, nel caso di mancata proposizione di impugnazione da parte dell’imputato. Nel giudizio ordinario si prevede che, nell’ipotesi di mutamento del giudice o di uno o più componenti del collegio, il giudice disponga, in caso di testimonianza acquisita con videoregistrazione, la riassunzione della prova solo quando lo ritenga necessario sulla base di specifiche esigenze.

Querela

Si delega il governo ad estendere la procedibilità a querela a specifici reati contro la persona e contro il patrimonio con pena non superiore nel minimo a due anni, salva la procedibilità d’ufficio, se la vittima è incapace per età o infermità.

Pena pecuniaria

La riforma si pone l’obiettivo di razionalizzare e semplificare il procedimento di esecuzione delle pene pecuniarie. Pertanto si punta a rivedere, secondo criteri di equità, efficienza ed effettività, i meccanismi e la procedura di conversione della pena pecuniaria in caso di mancato pagamento per insolvenza o insolvibilità del condannato. Nonché a prevedere procedure amministrative efficaci, che assicurino l’effettiva riscossione e conversione della pena pecuniaria in caso di mancato pagamento.

Pene sostitutive

Si delega il governo a effettuare una riforma organica della legge 689 del 1981, prevedendo l’applicazione, a titolo di pene sostitutive, del lavoro di pubblica utilità e di alcune misure alternative alla detenzione, attualmente di competenza del Tribunale di sorveglianza. Le nuove pene sostitutive (detenzione domiciliare, semilibertà, lavoro di pubblica utilità e pena pecuniaria) saranno direttamente irrogabili entro il limite di quattro anni di pena inflitta. E’ esclusa la sospensione condizionale. In questo modo, si garantisce maggiore effettività all’esecuzione della pena.

Particolare tenuità del fatto

Per evitare di celebrare processi per fatti bagatellari (lesività minima e minore rilevanza sociale), si delega il governo a estendere l’ambito di applicazione della causa di non punibilità, di cui all’articolo 131 bis del Codice penale, ai reati puniti con pena edittale non superiore nel minimo a due anni.

Sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato

Per valorizzare un istituto che ha avuto una felice applicazione nella prassi (22.271 applicazioni al giugno 2021), si delega il governo a estendere l’ambito di applicazione dell’art. 168 bis c.p. a specifici reati, puniti con pena detentiva non superiore a 6 anni, che si prestino a percorsi di riparazione. Si prevede che la richiesta di messa alla prova dell’imputato possa essere proposta anche dal pubblico ministero. La messa alla prova comporta la prestazione di lavoro di pubblica utilità e la partecipazione a percorsi di giustizia riparativa.

Giustizia riparativa

Si delega il governo a disciplinare in modo organico la giustizia riparativa, nel rispetto di una direttiva Ue (2012/29/Ue) e nell’interesse sia della vittima che dell’autore del reato. Si prevede l’accesso ai programmi di giustizia riparativa in ogni fase del procedimento. Su base volontaria e con il consenso libero e informato della vittima e dell’autore e della positiva valutazione del giudice sull’utilità del programma in ambito penale. Si prevede la ritrattabilità del consenso, la confidenzialità delle dichiarazioni rese nel corso del programma di giustizia riparativa e la loro inutilizzabilità nel procedimento penale.

Digitalizzazione e processo penale telematico

Si delega il governo a rendere più efficiente e spedita la giustizia penale attraverso la digitalizzazione e le tecnologie informatiche. Si prevede tra l’altro che il deposito degli atti e le notifiche possano essere effettuate per via telematica, con notevole risparmio di tempo.

Adolfo Spezzaferro

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