Giovanni De Gennaro ai tempi in cui era Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri durante il governo Monti

Roma, 9 apr – La violenza delle Forze dell’Ordine perpetrata alla scuola Diaz nei drammatici giorni del G8 di Genova è stata definita dalla Corte di Strasburgospietata e cinica”.

Fu un pestaggio premeditato di attivisti per lo più inermi e indifesi, che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non ha esitato a qualificare come “tortura”, condannando l’Italia perchè nel nostro ordinamento penale non è disciplinato il delitto di “tortura”. Gianni De Gennaro era il capo della Polizia Italia quando la sera del 21 luglio del 2001 reparti mobili della Polizia di stato entrarono nella scuola Diaz. De Gennaro venne sottoposto a processo penale e poi assolto da ogni accusa. Nel 2007, Gianni De Gennaro concludeva la sua carriera alla guida della Polizia di stato, venendo sostituito da Manganelli.


Nel 2012 veniva chiamato alla corte di Mario Monti e gli veniva affidato, nel governo dei tecnici, la poltrona di sottosegretario con delega alla sicurezza nazionale.

Nel luglio del 2013 il nuovo Presidente del Consiglio, Enrico Letta, lo nominava con il placet del Presidente della Repubblica Napolitano, Presidente di Finmeccanica, il colosso industriale di stato.

La carriera politica di Gianni De Gennaro ora, dopo la dura sentenza della Cedu di Strasburgo, crea non pochi imbarazzi al Partito Democratico. De Gennaro, infatti, è riuscito dal 2007 ad oggi a saltare da un incarico all’altro con grande facilità, in un crescendo di prestigio e autorevolezza, sino a raggiungere il vertice di uno dei gruppi industriali tra i più importanti al mondo, proprio grazie all’appoggio del Partito Democratico, appoggio che sino ad ora non era mai venuto meno nemmeno quando l’ex Capo della polizia per i fatti della Diaz veniva condannato in secondo grado, per poi essere assolto dalla Cassazione.

Lo dissi quando fu nominato e lo ripeto oggi dopo la sentenza. Trovo vergognoso che De Gennaro sia presidente di Finmeccanica”, con queste dure parole Orfini, presidente del Partito Democratico, ha commentato la sentenza di Strasburgo. Il duro attacco di Orfini però, al momento, non sembra trovare l’appoggio di Matteo Renzi, il quale sembra voler minimizzare la boutade del suo compagno di Partito e non prendere posizione per evitare di dover rimuovere un presidente di Finmeccanica fortemente voluto proprio dal partito di cui è il segretario.

Raffaele Cantone, entrato anche lui nel cerchio magico delle nomine del Partito Democratico assieme a De Gennaro, difende a spada tratta l’ex capo della Polizia: “Gianni De Gennaro è stato indagato e assolto. L’assoluzione conta pure qualcosa, quindi non può pagare le responsabilità complessive di una macchina intera”. L’ex magistrato, oggi alla guida dell’Autorità nazionale anti-corruzione, difende poi tutta la Polizia di Stato: “Non mi piace l’idea che si possa utilizzare questa vicenda bruttissima, drammatica, una delle peggiori immagini dell’Italia all’estero, per ‘tirare’ sulla polizia”. La renziana Serrachiani, però, sembra condividere la parole di Orfini e chiede a De Gennaro “un esame di coscienza”.

Sotto accusa per la nomina di De Gennaro a Finmeccanica anche il presidentissimo Napolitano, che, a detta di Grillo, sostenne con tutta la sua autorevolezza il capo della Polizia De Gennaro alla guida di Finmeccanica.

Mentre il Parlamento approva l’introduzione del reato di tortura, nessuno dei celerini che quella notte pestarono i manifestanti della Diaz sono stati mai processati, mentre i funzionari che diedero gli ordini furono tutti assolti per l’intervenuta prescrizione dei reati loro ascritti.

Federico Depetris

 

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