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Schermata 2016-05-11 alle 08.17.13Trento, 11 mag – La consigliera provinciale trentina Manuela Bottamedi, eletta con il Movimento 5 Stelle, passata al PATT (Partito Autonomista Trentino Tirolese), passata al gruppo misto, passata a ForzaItalia / LegaNord (tutto questo in 16 mesi) da tempo sta utilizzando Facebook per informare il mondo sulla sua (cangiante) visione del mondo. La battaglia delle Termopili degli ultimi mesi della Bottamedi è la fine dell’impero Asburgico. Le ultime richieste sono per precisione tre:
1. La non celebrazione del centenario della morte di Cesare Battisti (combattente della prima guerra mondiale impiccato nella fossa del Castello del Buonconsiglio dopo la cattura da parte dell’esercito asburgico) che la consigliera definisce a più riprese “‪#‎Traditore‬” (sì, con l’hashtag..)
2. La necessità di trasformare il Mausoleo del Battisti in un monumento a tutti caduti (una sorta di “storicizzazione” come sta per avvenire per il Monumento alla Vittoria a Bolzano)
3. Lo spostamento dell’Adunata degli Alpini (prevista a Trento nel 2018) al 2019.



Ovviamente i commenti positivi dall’elettorato filo-asburgico si sprecano in lodi alla novella Giovanna D’Arco. C’è anche chi si dice “preokkupato” (no, non stiamo facendo la parodia di Sturmtruppen: hanno davvero scritto preokkupato a più riprese) per le conseguenze a cui andrà incontro la Bottamedi per aver svelato tali verità conosciuta solo a pochi eletti. Qua di nuovo e segreto c’è ben poco. Che una certa storiografia locale veda nel mito dell’Austria Felix una storia di Eden (quello biblico paro-paro) non è una novità. E che esista una certa area politica che coltiva i voti provenienti da questa minoranza è ancor meno una novità. E nemmeno è una novità che alcuni consiglieri provinciali utilizzino i social network per “sparare” contro Battisti. Prima di lei anche Lorenzo Baratter nel 2014 si era esercitato nel gioco (Baratter che qualche mese fa ha dovuto presentarsi in procura per una brutta storia, poi andata in archiviazione, di contratti pre-elettorali).

La novità forse è nella diversa levature delle persone. Se Baratter è uno storico con un suo percorso rispettabile, la Bottamedi è diventata un po’ la prezzemolina della politica trentina con posizioni spesso contraddittorie e molto spesso “temporanee” e basate più sulla necessità di sfondare sui giornali che una reale conoscenza dei vari fenomeni. Opinioni che per l’ennesima volta hanno scatenato un vespaio di polemiche e la risposta piuttosto piccata di Castaldini, responsabile cittadino di CasaPound, che dichiara: “I veri traditori sono i politici che aprono la bocca per cercare visibilità anziché difendere i troppi trentini dimenticati da istituzioni e politici”. Riguardo la necessità di commemorare tutti i caduti il responsabile condivide l’intento della consigliera ma proprio per questo “è necessario ricordare e celebrare eroi come Cesare Battisti morti per le proprie idee e la patria”.

Stefano Casagrande

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6 Commenti

  1. Impiccare Cesare Battisti fu un abominio, però lui era suddito per nascita dell’Impero Austro-Ungarico, quindi, formalmente, tradì.

    • Eh, sì.
      Forse, a pensarci bene, gli sarebbe convenuto nascere qualche decennio più tardi. In modo da conoscere il mondo, così come sarebbe stato, dopo la sua morte.
      Magari negli anni ’60 o ’70, ed invece di diventare irredentista, e morire da Eroe di Guerra (ed in modo orribile, perché condannato all’ impiccagione, al primo tentativo la corda si spezzò e quindi si dovette ripetere la procedura) avrebbe potuto intraprendere la carriera di cantante-divo del rock, sballarsi, vivere al limite, realizzare calchi in gesso del proprio pisello da regalare a schiere di groupies assatanate.

      Perché è così che va il mondo, gli Eroi dopo che sono morti si trasformano in polvere, e ben pochi sono quelli che si ricordano di loro.

      • È inutile che tu faccia del sarcasmo, Paolo, ho detto una cosa che nessuno può confutare, a prescindere dal fatto che anch’io considero Battisti un eroe, perché considero eroe chiunque sia disposto a morire per le proprie idee. E non è che dico questo per “diporto”, caro amico, ho messo a repentaglio anch’io la mia vita, a suo tempo, per questo ingrato paese di merda, oltre a perdere per un po’ di tempo la mia libertà. Sta di fatto che il Sud Tirolo, piaccia o no, è sempre stato germanico, e anche questo è un fatto inconfutabile… il che non mi impedisce di onorare i nostri soldati caduti in quella guerra di merda che fu il primo conflitto mondiale… che ebbe di buono solamente il fatto di aver fatto nascere il Fascismo. Sai, Paolo, da fascista quale sono, ho sempre condiviso l’atteggiamento di Julius Evola, il quale si dichiarava dalla parte degli imperi centrali per scelta ideale, ma proprio per coerenza a quei valori spirituali che sottendevano siffatta scelta egli non ebbe dubbi – essendo per sua immensa sfiga nato italiano – a combattere nella prima guerra mondiale per la gloria del tricolore. Anche io ho avuto la sfiga grandiosa di nascere italiano, ma sarò sempre fedele a questa merda di paese, perché da soldato ho giurato alla bandiera e io, da fascista, mantengo i giuramenti, mica sono un fottuto badogliano. Però, lasciamelo dire, quando vedo la faccia di Renzi, di Alfano, di Verdini… il mio cuore batte per l’Albania… o per l’Andorra… o per San Marino… non per questa puttana di paese che oggi si pulisce il culo anche con Battisti.

  2. @ Martino

    Mi spiace che tu abbia travisato il senso del mio sarcasmo, che infatti non era diretto a te.
    Lo so bene anche io che, da un punto di vista, diciamo “asburgico”, Battisti fu considerato un traditore, e come tale condannato.

    Ma se in quel preciso contesto, ed in quel preciso momento storico, la condanna (e la morte) di Cesare Battisti avevano un significato, oggi le cose sono completamente diverse.

    Il mio sarcasmo pertanto, era diretto – come alla fine hai intuito – proprio a gente come la bottamedi – ovvero la persona che ispirato il presente articolo – gente che ha fatto il “Liceo Bene”, cresciuta in una certa agiatezza, e che il frastuono della Guerra, l’ odore – anzi la puzza – della Trincea e della Morte non li ha mai sentiti neanche di striscio. E che “si fa bella” a suo modo, sparlando ed infangando la memoria di un uomo che invece dovrebbe soltanto rispettare, anche se ha combattuto, per così dire, “dall’ altra parte”.
    E questo, per due ragioni : la prima, per il rispetto che si dovrebbe sempre al valore ed all’ eroismo, anche nei confronti di chi si percepisce come “avversario”.
    La seconda è che soprattutto in un momento storico come questo, di spaventosa disgregazione dei valori umani in nome del profitto, di un’ interesse economico che vuole imporre di dare valore soltanto a ciò che si può vedere e si può comprare, bisognerebbe avere la grandezza di capire che al di là dell’ essere nemici, in quel momento soldati italiani e soldati austriaci condividevano di fondo un bagaglio di valori, di concezioni, e di sentire la vita che li accomunava più di quanto li dividesse, ed è proprio il rinnegare odierno di questi valori che rende la loro morte praticamente inutile.

    A tutto ciò, il mio sarcasmo si riferiva.

  3. Che il Sud Tirolo sia sempre stato germanico è indiscutibile , che Trento sia sempre stato Sud Tirolo mi sembra di no , pare che la lingua sia sempre stata l’italiano .

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