Roma, 30 nov – Giusto ieri abbiamo parlato dell’allucinante caso “Diretta News” e di come questa operazione di censura ideologica spacciata per “lotta alle fake news” sia nata dal consulente informatico di Matteo Renzi, Andrea Stroppa. C’è lui dietro gli “scoop” di BuzzFeed e New York Times, che poi il Pd stesso ha rilanciato spasmodicamente. Ma di chi si tratta, precisamente? Giacomo Amadori, su La Verità, ne ha tracciato la biografia, a metà tra cialtronismo e strani contatti.

Tutto inizia nel 2013, quando il ragazzo, allora diciassettenne, viene arrestato per una vicenda legata ad Anonymous. Due mesi dopo l’ arresto, Stroppa pubblica una ricerca sul New York Times e il Corriere della sera lo intervista. Che si tratti di uno di quei casi da film in cui l’hacker cattivo viene assoldato dalle forze del bene per mettere le sue competenze al servizio della giustizia? Sembrerebbe proprio di sì, a patto di avere una concezione molto, molto elastica di concetti come “bene” e “giustizia”.

Ecco come il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro ricostruisce questo passaggio: “Quando i giudici lo liberano, un importante editore romano, secondo le nostre fonti, lo segnala a Jonathan Pacifici, imprenditore ebreo originario del ghetto di Roma con importanti affari in Israele e soprattutto con i giusti agganci nel mondo renziano. Pacifici presenta Stroppa alla corte di Marco Carrai, all’epoca piccolo Richelieu di Matteo con la fantasia di sbarcare con le sue attività nel mondo digitale”. Dopo essere entrato in contatto col Giglio magico, le quotazioni di Stroppa cominciano a volare.

Dopo aver pubblicato numerosi dossier e ricerche in tema di contraffazione online, malaware e botnet, nel suo curriculum il 23enne vanta anche collaborazioni con ‘La Stampa’ e la Repubblica’. Oltre che sul ‘New York Times’, i suoi report sono finiti sulla ‘Cnn’, su ‘Vanity Fair’, sul ‘Washington Post’, ‘Forbes’ e sul ‘Wall Street Journal’, per citarne alcuni. Ma quando Carrai comincia a perdere colpi, le strade dei due si separano. L’ex hacker si mette in proprio, fino ad arrivare, incredibilmente, a confrontarsi coi vertici del potere globale, come lui stesso ha ammesso su Facebook: “Ho avuto il piacere di confrontarmi con analisti dell’intelligence, ex veterani della Cia, consiglieri di importanti rappresentanti di altri Paesi e alti dirigenti delle più importanti società tecnologiche statunitensi”.

Chiosa Amadori: “Una scuola, quella delle barbe finte a stelle e strisce e dei suoi analisti (da Edward Luttwak a Michael Ledeen), a cui si sono abbeverati anche altri protagonisti dell’ ultima Leopolda. E che probabilmente ha aperto a Stroppa la strada delle redazioni che contano, dal Nyt al Wall street journal, ma anche quelle anche del Guardian, di Russia Today e dei portali cinesi. A cui ovviamente non poteva arrivare da solo. Le ricerche di Stroppa non sono destinate solo ai media, ma anche, parole sue su Facebook, ‘in una forma più privata ad altri soggetti‘, probabilmente agenzie governative e forze di polizia”. Si segnalano anche suoi contatti con Alec Ross, braccio destro di Hillary Clinton su tutto ciò che riguarda internet. Il tutto a 23 anni. Di sicuro c’è ancora molto da capire sulla vita e sulle amicizie di questo personaggio.

Giuliano Lebelli

Commenti

commenti

4 Commenti

  1. Mia madre amava i giovani perché, diceva, non sono ancora “corrotti”… ma è morta 9 anni fa dopo anni di malattia, non aveva ancora visto zecche e giovani piddioti all’opera..

  2. sempre che tutto questo sia vero, e che il suo nome non sia stato utilizzato da altri… Ha solo 23 e tutti questi contatti li avrebbe sviluppati da quando aveva 17 anni ? Poco credibile, penso sia stata utilizzata la sua identità—

  3. lo sottovalutate forse perché non capite quale immenso potere possa derivare dal sapere hackerare i sistemi informativi più solidi. Se sei un bravo hacker diventi immediatamente attraente per i centri di potere che hanno necessità di attrezzarsi per la guerra dell’informazione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here