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Roma, 1 apr – Come ampiamente anticipato in questi giorni, il governo ha deciso di “prorogare fino al 13 aprile tutte le misure di limitazione alle attività e agli spostamenti individuali finora adottate”. La conferma arriva dal ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’informativa al Senato. Quindi per adesso le misure anti contagio non sono prorogate fino al 18 aprile, come si ipotizzava nei giorni scorsi, ma fino a Pasquetta compresa. “Non dobbiamo commettere errori adesso, e quindi dico attenzione ai facili ottimismi, c’è il rischio di compromettere i sacrifici che stiamo facendo, non dobbiamo confondere i primi segnali positivi come un segnale di cessato allarme“, avverte Speranza. “Gli esperti dicono che siamo sulla strada giusta, e che le misure drastiche adottate iniziano a dare risultati. Ma sarebbe un errore imperdonabile scambiare questo primo risultato per una sconfitta definitiva del Covid, è una battaglia lunga, e non dobbiamo abbassare la guardia”, aggiunge il ministro.



“La fase di transizione non sarà un periodo breve”

Lungo è il cammino per un ritorno alla normalità, chiarisce il titolare del dicastero della Salute: “Per un periodo non breve dovremo saper gestire una fase di transizione. Sarà indispensabile graduare la riduzione delle attuali limitazioni adottando adeguate e proporzionali misure di prevenzione per evitare che riesplodano nuovi e gravi focolai di infezione”. Il ministro poi anticipa come dovrà cambiare il Servizio sanitario nazionale (messo a dura prova) una volta cessata l’emergenza: “Appare chiaro – ammette – quanto sia fondamentale tornare a sviluppare in parallelo con gli ospedali una rete dei servizi territoriali di prevenzione, integrando politiche sanitarie e politiche sociali”.

Renzi: “Indagare su cosa non ha funzionato, dalle mascherine ai tamponi”

Nel dibattito seguito all’informativa, Matteo Renzi è stato il primo a prendere la parola e ha criticato duramente l’azione di governo: “Bisogna riflettere su cosa non ha funzionato, dalle mascherine ai tamponi. Perché se non si fa una commissione d’inchiesta con 12 mila morti allora non si fa più una commissione d’inchiesta”. Il leader di Italia Viva ha ribadito che bisogna riavviare le attività produttive appena possibile e ha condannato l’attendismo del governo: “Non si deve dare ai tecnici il compito di decidere sulla politica”.

FdI: “Occorre mappatura profonda della popolazione con 2-3 milioni di test”

Occorre una mappatura profonda della popolazione italiana con 2-3 milioni di test di tipo sierologico o molecolare e per questo abbiamo presentato un emendamento che assegna alle Regioni risorse aggiuntive per 250 milioni“. E’ l’intervento di Francesco Zaffini di Fratelli d’Italia, che ha chiesto anche una riflessione, un “tagliando”, sulla regionalizzazione del Sistema sanitario nazionale.

Adolfo Spezzaferro



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1 commento

  1. E’ preoccupante !!!! Inizio a pensare come Renzi, ma d’altronde io che non ho studiato, avevo detto fin dalla prima settimana, che questa emergenza sarebbe diventata la normalità, dopo aver messo in ginocchio l’Italia, ora bisogna che trovino il sistema per far ripartire il lavoro, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.

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