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Roma, 7 sett – Il ministro dell’Università, Maria Cristina Messa, è convintissima dell’importanza dell’estensione del Green pass obbligatorio agli studenti degli atenei: “Prevale il bene comune”.



Messa: “Chi non ha il green pass avrà la Dad”

Dal primo settembre si può andare all’università solo con il Green Pass: gli studentivsprovvisti della magica certificazione verde potranno usufruire (si fa per dire) della Dad, la didattica a distanza. E questo nonostante ci sia un appello firmato da centinaia di professori universitari, tra cui Alessandro Barbero, in cui viene definito uno “strumento discriminatorio”. Maria Cristina Messa, ministro dell’Università, spiega a Fanpage.it come “nelle università si sviluppa la scienza, se non siamo noi a rendere forti i risultati della scienza chi lo fa?”.

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La risposta alla lettera dei prof universitari

Sulla lettera / appello firmata da centinaia di docenti universitari, la Messa replica:  “L’accesso allo studio per tutti, per chi non vuole fare il vaccino o per chi si rifiuta di esibire il Green Pass, sarà garantito da remoto, punto. In presenza non può essere garantito perché il bene comune prevale, e io devo lavorare per il bene comune, per il bene di tanti”.

Ma sulla Dad non è tutto pronto (anzi)

Lei stessa, però, sembra nutrire dubbi sull’effettiva funzionalità della Dad che di fatto continua a discriminare chi paga le tasse universitarie: “Per ora gli atenei si stanno attrezzando in modalità mista, non solo per far seguire chi non fa il vaccino ma anche per non affollare troppo le aule, visto che il virus continua a girare. Le università si sono attrezzate bene. Poi si rispetta l’opinione di tutti e non si giudica nessuno, ma devo tutelare le persone fragili e chi lavora negli atenei. L’unico modo per dare un po’ più di sicurezza è permettere l’ingresso solo a chi ha il Green Pass”.

“Obbligo vaccinale? Perché no …”

Sull’obbligo vaccinale, il ministro Messa “pensa che sarebbe giusto arrivare all’obbligo vaccinale se non riuscissimo a raggiungere una copertura sufficiente contando solo sulla volontarietà dei cittadini”. “Se non arrivassimo alle percentuali di copertura che fanno presumere se non un’immunità di gregge almeno una protezione generale diffusa, allora come medico non potrei che essere a favore dell’obbligo vaccinale” dice la Messa. E se Bianchi ha dubbi sull’obbligo vaccinale a scuola, lei non ne ha : “Noi all’università abbiamo messo il Green Pass obbligatorio per tutti”.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Ma è ministro delle Università o della Università una che afferma “nelle università si afferma la scienza, se non siamo noi a rendere forti i risultati della scienza chi lo fa?” Quando il sapere è sotto scacco… matto! La Messa è a senso unico, “certificatore” (lasciando trasparire dubbi su qualcosa di ben peggio), castrante le basi per lo studio e la ricerca avanzata integrata. Per questo è diventata ministro?! (Per inciso si sappia che la cultura-conoscenza, alias know-how, presente in molte aziende multinazionali estere, nello specifico-scientifico, è ben superiore a ciò che riserva lo stato delle attuali Università italiane; il rapporto di forza pratico è quindi semmai al contrario).

  2. La scienza non dice affatto che il green-pass ostacola la contagiosità.
    Viene svenduta per scientifica l’opinione di alcuni scienziati, anche quando non tutti gli scienziati non sono palesemente d’accordo.
    Per esempio, Crisanti ritiene che il green-pass serve solo a favorire i vaccini, è una misura politica e non favorisce la sicurezza degli ambienti.

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