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quirinale urnaRoma, 30 gen – Ancora una fumata nera, ma si sapeva. La seconda votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica non ha raggiunto il quorum delle 673 preferenze, pari ai due terzi dell’Assemblea.

I votanti sono stati 953. Sono state conteggiate 531 schede bianche. Ferdinando Imposimato, candidato del M5s scelto attraverso il metodo delle Quirinarie, ha totalizzato 123 voti; Luciana Castellina votata da Sel 34 preferenze; a Vittorio Feltri, promosso dal cartello Lega-Fratelli d’Italia, sono andati 51 voti; Stefano Rodotà, sponsorizzato dagli ex M5s ha ottenuto 22 preferenze; a Gabriele Albertini, sostenuto da Popolari per l’Italia e parlamentari vicini a Mario Mauro (che alla quarta votazione decideranno se convergere sul candidato del Pd), sono andate 14 schede; Emma Bonino, sostenuta dai socialisti di Riccardo Nencini, ha totalizzato 25 voti. Il giornalista Claudio Sabelli Fioretti ha ottenuto 14 voti e Marcello Gualdani (senatore di Area Popolare) 10. Le schede nulle sono state in tutto 26, i voti dispersi 143.

Lo stesso copione si registrerà, salvo sorprese clamorose, anche nella votazione del pomeriggio. Le cose cambieranno domani, quando il quorum scenderà da 673 a 505 voti. Lì Renzi proverà e forse riuscirà a incassare l’ok dell’aula su Sergio Mattarella.

Una mossa, quella di puntare sul giudice costituzionale, che ha spiazzato non poco Silvio Berlusconi. In Forza Italia stanno pensando all’eventualità di una non partecipazione al voto nella quarta votazione, diversamente dall’indicazione iniziale di votare scheda bianca ad oltranza. Una mossa che servirebbe per impedire alla minoranza guidata da Raffaele Fitto di votare a favore di Mattarella per dare il colpo di grazia al Cav e favorire l’azzeramento delle gerarchie interne.

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