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Roma, 23 mag – Il governatore del Veneto Luca Zaia si schiera accanto al presidente Fontana all’indomani dell’attacco alla sanità lombarda portato avanti dai grillini. Si tratta di una «Ignobile speculazione», un «orrendo sciacallaggio», attacca a testa bassa intervistato da La Stampa. «Non posso accettare un modo vergognoso di fare polemica sui morti».

Ma non perde occasione per criticare la decisione del governo di delegare «tutto agli scienziati, con un effetto paralisi evidente. Basti pensare alle linee guida fantascientifiche create dall’Inail». Molto precise e puntuali, ma inattuabili dal punto di vista di chi le deve vivere. «Il punto è che lo scienziato tende al rischio zero, è un purista». Doveva essere la politica, spiega il governatore, a «fare sintesi e scegliere, tanto più che per un lungo tempo la scienza ci ha detto che, per esempio, le mascherine servivano solo per i pazienti sintomatici».

Zaia passa poi a ricordare i punti chiave del successo del Veneto nel contrasto al virus, pur essendo stata la Regione di uno dei focolai di partenza: «I tremila tamponi a Vo’, la chiusura dell’ospedale di Schiavonia infettato, la creazione della banca del plasma iperimmune sono mie idee. Il ruolo dell’Università di Padova in primis, con i professori Cattelan, Vianello, Novalesi, Crisanti, Tacconelli, Lippi, Plebani e la regia della dottoressa Russo, hanno fatto la differenza». Una cosa è sicura: «Se il virus tornerà in autunno saremo preparati», si dice convinto il governatore leghista.

Ed esclude ogni possibilità di ritorno al lockdown generalizzato: «No. Il lockdown sarà circoscritto ai soli contagiati, perché saremo in grado di intercettarli e circoscriverli per tempo. Non bloccheremo più il mondo». Le lezioni imparate dall’emergenza sono tante e Zaia ne vuole fare tesoro: «Abbiamo sperimentato una sanità in tempi di guerra, avremo un atteggiamento molto più performante e efficace. Abbiamo rafforzato la diagnostica dei tamponi, in grado di gestire fino a 40-50 mila al giorno. Avremo a disposizione cocktail di farmaci che si sono dimostrati importanti per salvare vite». Grande fiducia riposta anche nella cura al plasma iperimmune, che il governatore definisce «la strada maestra».  

Aldo Milesi

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