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Roma, 22 mag – Sale di nuovo la tensione tra Regioni e governo, con i governatori del Veneto Luca Zaia e della Campania Vincenzo De Luca sul piede di guerra. A scatenare le ire, una norma del decreto Rilancio che esclude alcune “zone rosse” dai fondi a favore delle aree colpite dall’emergenza coronavirus. Il decreto, infatti, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale è stato ulteriormente corretto con la cancellazione di un centinaio di comuni dichiarati zone rosse in tutta Italia con ordinanze regionali. Pertanto i 200 milioni di copertura saranno destinati alle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, mentre, inizialmente, era previsto che spettassero a tutte le zone rosse d’Italia che siano state in isolamento almeno 30 giorni.

Zaia: “Decreto va buttato nel cestino e riscritto”

“Non abbiamo solo Vo’, ma anche Treviso, Venezia e Padova. Sono tutte zone rosse istituite l’8 marzo che arrivavano in coda ai 10 comuni del Lodigiano. Dopo 24 ore da quell’8 marzo tutta Italia diventa zona rossa ma nessuno ha revocato le nostre zone rosse. Tutte poi sono state revocate il 13 di aprile. Ma, magia… sono sparite tutte le zone rosse del Veneto e sono rimaste quelle di Lombardia ed Emilia Romagna – è l’accusa di Zaia -. Ed è imbarazzante vedere quello che sta accadendo: cioè le zone rosse del Veneto sono state escluse dagli aiuti previsti nel decreto, i 200 milioni di euro”. Il governatore veneto annuncia battaglia: “Noi abbiamo dato l’incarico al professor Bertolissi per ricorrere al Tar e alla Corte Costituzionale perché il decreto va buttato nel cestino e riscritto. Andiamo davanti a chiunque perché questo decreto è offensivo per i veneti”. Il governatore spiega che “c’è stato prima un dibattito per la dimenticanza delle zone venete rosse, poi una prima stesura rispettosa delle nostre rimostranze che poi è diventata legge, una legge in maniera irrituale, e i giuristi dicono di non aver mai visto una cosa del genere, e che è finita in Gazzetta con un nuovo testo dove noi siamo scomparsi”, punta il dito l’esponente leghista.

De Luca: “Incredibile decisione, correggere subito”

Dal canto suo, il presidente della Regione Campania parla di “incredibile decisione da parte del governo. E’ sconcertante che si sia solo immaginato di escludere le ex zone rosse (Vallo di Diano, area Ariano Irpino) dal Fondo dedicato alle aree colpite gravemente dell’emergenza Covid”. “Chiediamo – aggiunge De Luca – che si corregga immediatamente questa disposizione da parte del governo“.

M5S: “Emendamento per ripristinare norma originaria”

La replica ai governatori da parte del governo arriva dal M5S. Con la rettifica del decreto, ammette il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia “di fatto, resterebbe fuori perfino Ariano Irpino, definita la ‘Codogno’ del sud Italia e che, da rilievi oggettivi, per numero di contagi e per i disagi sanitari e le conseguenze di carattere economico dell’emergenza Covid è quello che maggiormente si avvicina alle realtà più intensamente colpite della Lombardia”. “Oggettivamente – osserva Sibilia – è difficile comprendere la ratio di una tale novità. Tuttavia ho sentito anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio con il quale abbiamo deciso di sostenere l’emendamento che sta già predisponendo il deputato del Movimento 5 Stelle Gigi Maraia, così da ripristinare la norma originaria pubblicata in Gazzetta solo un giorno fa“. Anche Di Maio fa riferimento all’emendamento di Maraia: “Penso che sia doveroso intervenire durante la conversione in Parlamento del dl Rilancio per correggere la norma sui fondi ai comuni colpiti dal Covid. Invece di limitarla ai comuni di 5 province bisogna estendere i fondi a tutti i comuni diventati zona rossa durante questa pandemia”.

Italia Viva: “Emendamento per correggere questa odiosa discriminazione”

Anche Italia Viva cade dalle nuvole, come se una qualche “manina” misteriosa avesse tolto soldi alle zone rosse all’insaputa della maggioranza. “Tutte le zone rosse d’Italia devono essere ristorate dal fondo nel decreto Rilancio su cui si è aperto un giallo. I 200 milioni inizialmente destinati a tutte le zone rosse escludono un grandissimo numero di comuni, da Nord a Sud. La necessità immediata è quella di includere tutti i comuni che si sono dichiarati zona rossa”, commenta il presidente dei senatori di Iv, Davide Faraone. “Non ci sono zone rosse di serie A e di serie B – chiarisce il renziano -. Presenteremo un emendamento per correggere questa odiosa discriminazione, e riteniamo che il fondo vada aumentato. Non ci dovrà essere coperta corta per sostenere i nostri territori”.

Salvini: “Governo senza vergogna, agisce nell’ombra della notte”

Sul fronte delle opposizioni è Matteo Salvini a condannare il taglio dei fondi: “Governo senza vergogna, agisce nell’ombra della notte e sottrae risorse a tanti comuni italiani che dalla sera alla mattina non si ritrovano più nell’elenco di quelli inclusi nella ‘zona rossa’. In sostanza – fa presente il leader della Lega – dopo aver pagato le conseguenze delle regole più restrittive non potranno più accedere alle misure ad hoc per un parziale ristoro”.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

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