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Venezia, 16 lug – Il governo giallofucsia blocca l’ingresso a chi viene dalla lista dei 16 Paesi a rischio coronavirus ma poi non fa abbastanza per controllare che effettivamente non ci siano contagi di importazione e che i positivi arrivati in Italia restino isolati. A lanciare l’allarme e a denunciare l’inefficienza del governo centrale è il presidente della Regione Veneto Luca Zaia: “Vanno fermati”, e se necessario vanno fatti “i fermi alla frontiera, per legge”.

“Da stranieri focolaio più grande in Veneto dalla fine del lockdown”

“Sta succedendo quello che si sperava non accadesse, ma che avevamo a più riprese paventato potesse essere un grave pericolo: cittadini stranieri rappresentano il focolaio più grande registrato in Veneto dalla fine del lockdown, con decine di positivi e numeri che possono ancora crescere. In questa situazione già preoccupante, si verificano poi vere e proprie gravissime illegalità, con positivi asintomatici che si rendono irreperibili ai controlli. Vanno assolutamente fermati”. Zaia denuncia il dilagare del fenomeno di stranieri infetti, che arrivano o si trovano in Veneto, che non rispettano le norme di sicurezza e, in alcune occasioni, arrivano a rifiutare le cure che vengono loro offerte o a violare l’isolamento.

“Esiste Piano di sanità pubblica, va fatto rispettare a ogni costo”

Di qualsiasi nazionalità siano, quale che sia il mezzo di trasporto utilizzato, da qualsiasi area provengano – fa presente l’esponente leghista – mi chiedo come mai non si provveda immediatamente al controllo e, se necessario, al fermo alla frontiera di queste persone, utilizzando le leggi vigenti o, qualora indispensabile, approvando con assoluta urgenza norme specifiche. Esiste un Piano di sanità pubblica che va fatto rispettare ad ogni costo, nell’interesse delle stesse persone infette e dell’intera comunità civile, perché se c’è un modo per far tornare il Covid-19 è proprio quello di permettere ai positivi di girare indisturbati, mentre vanno fermati”.

“Serve blocco totale degli immigrati dal nord Africa”

“Mi chiedo ad esempio – aggiunge Zaia – quali test si facciano e come siano fatti all’arrivo degli immigrati provenienti dal nord Africa, sia allo sbarco che successivamente. In presenza di una situazione come questa si deve arrivare a pensare anche a un blocco totale, perché la solidarietà è sacra e inviolabile, ma la salute pubblica vale di più”. Nei giorni scorsi il governatore veneto aveva fatto presente che era stato isolato il ceppo serbo del virus, ritenuto “più aggressivo”, con cui si era contagiato un imprenditore vicentino poi rientrato in Italia. Ceppo peraltro diverso da quello diffuso nel nostro Paese, aveva precisato Zaia. Ragione in più per intensificare i controlli alle frontiere e chiudere i porti.

Adolfo Spezzaferro

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