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Roma, 2 apr – Arrivano (in ritardo) i vaccini di AstraZeneca mentre le regioni lanciano l’allarme: le dosi stanno finendo e si rischia lo stop. “In questi minuti sono arrivate a Pratica di Mare oltre un milione e 340mila dosi del vaccino di AstraZeneca. Saranno distribuite dal Comando operativo di vertice interforze, a partire dalle 13.30 in tutta Italia. A cominciare da circa 200mila dosi destinate al Lazio“. L’annuncio è di Giorgio Mulé, sottosegretario alla Difesa, ai microfoni di 24 Mattino su Radio24. “Ne arriveranno altre 120mila in Veneto, altre 215mila in Lombardia“, spiega. Ma non solo Lazio e Veneto sono a rischio stop: il problema delle poche dosi a disposizione riguarda diverse regioni. E il piano vaccini non decolla.



Mulé conferma che il governo vuole arrivare a 500mila vaccini al giorno

Mulé si dice ottimista. “Come dimostrato, l’approvvigionamento dei vaccini continua a pieno regime: il sistema logistico che abbiamo immaginato funziona e dà risultati. Ovviamente bisogna avere quante più ‘munizioni’ possibili, per mutuare un linguaggio militare. Devono arrivare più dosi. E stiamo lavorando pancia a terra – Difesa, Protezione civile, Asl regionali – per arrivare a vaccinare 500mila persone al giorno“, fa presente il sottosegretario. Sempre se le dosi arriveranno nei tempi e nelle quantità previste. Lo stesso Mulé ribadisce che il governo Draghi punta tutto sulla vaccinazione per tornare a riaprire il Paese. “Per maggio, grazie alle vaccinazioni, ci saranno molte zone gialle”, assicura il sottosegretario.

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Ecco i veri numeri del piano vaccini

Il governo (qui i dati aggiornati sul piano vaccini) conferma l’obiettivo di vaccinare 500mila persone al giorno entro fine aprile. Ma, numeri alla mano, con gli otto milioni di dosi complessivi annunciati da Figliuolo per il mese di aprile si potrebbero vaccinare una media di appena 266mila persone al giorno. Poco più della metà dell’obiettivo prefissato. La colpa è dei continui tagli e ritardi delle aziende, che da contratto avrebbero dovuto consegnare oltre 28 milioni di dosi nel primo trimestre e invece ne hanno inviate soltanto la metà.

Allarme Confindustria: “Se non si accelera sui vaccini, ripresa economica tarderà”

Dal canto suo, Confindustria fa presente che “se non si accelera sulla campagna di vaccinazioni, la ripresa economica tarderà ad arrivare“. Il Centro Studi di viale dell’Astronomia rileva che “a fronte di indicazioni favorevoli sulla dinamica dell’industria, bisogna essere consapevoli che un’ampia fetta dell’economia italiana – quella dei servizi, che copre circa i tre quarti del valore aggiunto nazionale – risulta ancora in forte sofferenza”. A causa ovviamente del lockdown dell’anno scorso e delle continue chiusure a singhiozzo con le fasce di rischio di quest’anno. L’economia nazionale “potrà ripartire pienamente solo quando la curva dei contagi tornerà a calare e le restrizioni verranno gradualmente rimosse”, chiarisce Confindustria. “Sotto questo profilo è, dunque, cruciale che la campagna vaccinale proceda in maniera rapida ed efficiente, come garantito dal Governo”. Ma, conclude il Centro studi, “Se per qualche ragione ciò non dovesse accadere il rischio è che l’attesa ripresa tardi ancora ad avviarsi”.

Adolfo Spezzaferro

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