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Roma, 19 Set – “Resta ancora in piedi, accanto a quella di un’origine naturale, l’ipotesi che Sars-CoV-2 sia uscito da un laboratorio. Questa ipotesi”, che tra gli altri era stata contemplata anche dallo scienziato premio Nobel Luc Montagnier, “è al vaglio di un consorzio nato spontaneamente fra virologi, matematici e fisici: stiamo analizzando le sequenze di Sars-CoV-2 depositate, confrontandole con quelle dei coronavirus dei pipistrelli e di altri animali”. Parola di Giorgio Palù, docente emerito di Microbiologia dell’università di Padova, durante la Summer School, evento organizzato da Motore Sanità.

“Virus naturale? Manca l’ospite intermedio”

Palù sta ancora indagando, insieme a un team di colleghi, sull’origine del nuovo coronavirus. “Non c’è una firma” che ci dice se la sequenza è artificiale o naturale, insiste il virologo. “Stiamo esaminando la sequenza di 4 geni strutturali, 16 non strutturali e 6 geni accessori per valutare l’evoluzione genetica di Sars-CoV-2, che ha delle peculiarità: presenta siti unici che il virus del pipistrello non ha“. Nessuna traccia nemmeno del pangolino: “Qualcosa è successo e ci chiediamo perché. Se il virus fosse naturale, ci dovrebbe essere un ospite intermedio che non abbiamo ancora trovato”.

La ricerca che sta conducendo Palù a suo avviso sarà utile “a capire anche se ci sono siti che non si sono modificati nel tempo e che potrebbero diventare ottimi bersagli per nuovi vaccini e nuove terapie. Questo ci dice anche che è fondamentale investire nella virologia evoluzionistica: solo così potremo capire prima ciò che avviene in natura per difenderci dai virus pre-pandemici”, sostiene l’esperto.

Nadia Vandelli

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