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Roma, 23 gen – Due regioni, la Lombardia e la Sardegna, dal 24 gennaio saranno zona arancione. Lo ha stabilito il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia e ha quindi firmato due nuove ordinanze.  Passa dunque in area arancione la Regione Sardegna e lo stesso vale per la Regione Lombardia, decisione quest’ultima scaturita dalla relazione tecnica dell’ISS che prende nota della rettifica dei dati inviata dalla Regione stessa.

Lombardia, la relazione dell’Iss

La fuoriuscita della Lombardia dalla zona rossa per tornare in arancione ha avuto conferma nel pomeriggio di venerdì, forte della relazione dell’Istituto superiore di Sanità. Tale documento certificava il ritorno all’arancione con una settimana di anticipo rispetto a quanto previsto dalle normative ed è stata motivata  da una rettifica sui dati operata dalla Lombardia stessa. “In conclusione, dai dati della sorveglianza forniti dalla regione Lombardia il 20 gennaio 20 21 cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla regione: pertanto una rivalutazione del monitoraggio si rende necessaria alla luce della rettifica fornita dalla regione Lombardia” si legge nella relazione secondo il Corriere della Sera. “Il 20 gennaio 2021 la Regione Lombardia ha inviato come di consueto l’aggiornamento dei suoi dari. In tale aggiornamento si constata anche una rettifica dei dati relativi alla settimana 4/10 gennaio 2021. In particolare si osserva una rettifica del numero dei casi in cui viene riportata una data inizio sintomi e tra quelli con una data di inizio sintomi quelli per cui viene data una indicazione di stato clinico, laddove assente”.

Moratti: “Dati non fotografavano la reale situazione”

Dopo le liti tra governo e Lombardia, ora l’assessore alla sanità Letizia Moratti può (relativamente) tirare un sospiro di sollievo: “A nostro giudizio era stata presa una decisione sulla base di dati non aggiornati che non fotografavano la reale situazione”, dichiara al Corriere Milano. Ma la vicepresidente della Regione ha anche altre grane da sbrogliare: “La Lombardia è rallentata in maniera significativa e ci sono situazioni che stanno mettendo in crisi tante famiglie, con tante attività economiche a rischio. Non posso non tenerne conto”. Altro problema è quello del vaccino Pfizer: «I tagli decisi in maniera unilaterale dalla Pfizer hanno imposto rallentamenti oggettivi della campagna vaccinale costringendoci a modificare la programmata somministrazione delle prime dosi”. Ma la Moratti conferma: “Grazie al lavoro delle nostre strutture potremo confermare la somministrazione del richiamo della seconda dose entro le due settimane previste”.

Ilaria Paoletti

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