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Roma, 29 mar – All’indomani della via libera alla riforma della legittima difesa, M5S e Lega si scontrano sulla proposta di legge che punta a facilitare l’acquisto di armi per la difesa personale. In realtà, lo scontro lo ha cercato il vicepremier Luigi Di Maio, perché la proposta di legge in questione è già stata messa in stand-by.
Mettiamo un attimo i puntini sulle i: io un Paese con la libera circolazione delle armi non lo voglio. Non lo vuole il MoVimento 5 Stelle e sono sicuro non lo vogliano nemmeno gli italiani” scrive su Facebook il capo politico dei 5 Stelle. “Se mai un giorno avrò la fortuna di avere un figlio, voglio che vada a scuola sereno e tranquillo, che da adolescente passi il tempo a studiare e a viversi la vita, non che trovi il modo di comprarsi facilmente una pistola. Abbiamo fin troppi problemi da risolvere in questo Paese, non aggiungiamone altri”, prosegue il vicepremier. “Pensiamo alle imprese e a creare nuovi posti di lavoro, piuttosto. L’Italia ha bisogno di questo, di più opportunità per i giovani, di più facilitazioni per chi vuole fare figli, di più sostegno alle famiglie, non di più armi – sottolinea Di Maio – C’è una proposta di legge firmata da 70 deputati in Parlamento che punta a facilitare l’acquisto di armi per la difesa personaleNessun eletto del MoVimento la voterà. Nessuno! Anche perché più sicurezza non vuol dire certo più armi in strada, al contrario. Andiamo avanti col contratto di governo, rispettando la volontà dei cittadini”.

La replica di Salvini: “Nessuna votazione”

Immediata la replica del leader della Lega Matteo Salvini: “Non avrà problemi perché non ci sarà nessuna votazione da fare in Parlamento, Di Maio si occupi e preoccupi di ciò che arriva in Parlamento. Non arriverà nessuna proposta in Parlamento sulla maggiore diffusione delle armi”.
“Per quel che mi riguarda la legittima difesa non significa maggiore diffusione di armi, per me la partita si è chiusa con ieri“, aggiunge il ministro dell’Interno. “La legittima difesa garantisce più diritti e più tutela alle vittime, non voglio in giro nemmeno mezza pistola in più, quindi invito l’amico Di Maio ad occuparsi di quello che il Parlamento fa e farà, non di quello che non è all’ordine del giorno”, conclude Salvini.

Sulla questione interviene anche il premier Giuseppe Conte: “Non è un obiettivo del governo quello di incentivare la vendita delle armi. Se ci fossero delle iniziative legislative e parlamentari su questo – precisa – saranno iniziative legislative e non governative”.

La proposta della Lega

La polemica si è innescata in merito alla proposta lanciata dalla Lega per agevolare l’acquisto e la detenzione in casa di un’arma modificando l’attuale normativa (legge 18 aprile 1975 n. 110 e legge 21 dicembre 1999 n. 526).
Il testo, a prima firma Vanessa Cattoi e sottoscritto da poco più di una sessantina di colleghi del Carroccio, era stato presentato l’11 ottobre 2018 scorso alla Camera e assegnato in commissione l’11 marzo scorso. L’esame ancora non è iniziato. E a questo punto mai inizierà.

 Ludovica Colli

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2 Commenti

  1. Di Maio prima mi piaceva abbastanza perchè sosteneva battaglie importanti come quella sul franco cfa o ilsostegno al blocco della immigrazione.Da un po’ di tempo non sà piu’ che fare per riprendersi i voti persi e cerca ogni occasione per mettere in cattiva luce Salvini, tra cui quella deplorevole di criticare il congresso della famiglia come sfigati, tranne poi parlare di un suo “avro’ la fortuna??” figlio.

  2. meno male che Salvini garantisce che non vuole ‘neppure mezza pistola in più’. Forse non è chiaro a qualche aspirante pistolero del suo partito e non solo. I danni prodotti dai pistoleri si possono facilmente immaginare leggendo le cronache di una società ancor più malata della nostra, come quella americana, dove gli unici a lucrarci sono i produttori di armi che generano una spirale di violenza e di riarmo con la complicità di politici e cittadini lobotomizzati

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