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Roma, 24 giu – Attenzione a dichiarare l’ovvio ricordando che anche «le vite dei bianchi contano» – così come quelle dei neri, degli asiatici, dei nativi, di tutti. Da oggi non si può più dire, perché contano solo quelle «nere», e chi dice «white» è un suprematista. A nulla serve snocciolare le statistiche che mostrano come il maggior numero di vittime delle violenze della polizia, e degli stessi afroamericani, siano proprio i caucasici; noi dobbiamo scontare il peccato originale del colonialismo, quindi i numeri – e la realtà – non contano.

Immaginatevi quindi il pandemonio innescato dal gesto di un burlone tifoso del Burnley che, durante la partita di Premier League – l’ultima del 30esimo turno – tra Manchester City e il Burnley, ha sorvolato lo stadio Etihad a bordo di un aereo che trascinava lo striscione con la scritta «White lives matter – Burnley». Il velivolo, oltretutto, ha fatto la sua comparsa nel cielo poco dopo che i giocatori di entrambe le squadre si erano inginocchiati per sostenere il Black Lives Matter, come da protocollo imposto dalla Premier league. Non si sa se il tempismo fosse voluto, ma di sicuro ha acuito l’effetto.

Il Burnley si è affrettato a chiedere scusa attraverso un duro comunicato dichiarando che «I responsabili non sono benvenuti», e nel caso si riuscisse ad individuarli, a questi verrà per sempre interdetto l’accesso allo stadio. «Desideriamo chiarire che i responsabili non sono i benvenuti a Turf Moor. Questo, in nessun modo, rappresenta ciò che Burnley Football Club rappresenta e collaboreremo pienamente con le autorità per identificare i responsabili e emettere divieti a vita», ammonisce severamente la direzione. «Il club ha reputazione di lavorare con tutti i sessi, le religioni e le fedi attraverso il suo premiato programma comunitario e si oppone al razzismo di qualsiasi tipo. Siamo pienamente a favore dell’iniziativa Black Lives Matter della Premier League e, in linea con tutte le altre partite della Premier League intraprese dal riavvio del progetto, i nostri giocatori e il nostro staff di calcio si si sono messi in ginocchio al calcio d’inizio contro il Manchester City», prosegue la nota. «Ci scusiamo senza riserve con la Premier League, per il Manchester City e con tutti coloro che contribuiscono a promuovere Black Lives Matter».

L’aeroporto di Blackpool, da cui si sarebbe alzato in volo il velivolo incriminato, ha annunciato la sospensione di tutti i voli con striscioni finché non verranno accertate le responsabilità del gesto.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Non sono un giurista, ma mi chiedo: si può portare di fronte alla giustizia chi esprime un’idea senza volgarità né parole sconvenienti? Gli anglosassoni sono ormai pervasi dal furore antirazzista che si esprime anche nel censurare il pensiero difforme. Trovo incredibile che si debba risalire agli autori del gesto, impedendogli, tra l’altro, di entrare allo stadio solo per aver fatto presente che anche le nostre esistenze sono degne di rispetto. Come Raimo, ci sono persone, caucasiche, che si vergognano di ciò che sono, ci vorrebbe un T.S.O per coloro che appoggiano questo modo di pensare.

  2. Coglioni, tafazzi, autorazzisti! Non hanno ancora capito che siamo di fronte ad un attacco magmatici, livellatore e massivo contro la Civiltà Occidentale!

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