Roma, 13 feb – La somministrazione del vaccino terapeutico tutto italiano Tat rivoluziona drasticamente la cura contro l’Hiv/Aids. Infatti è in grado di far quasi sparire il virus finora inatttaccabile nei pazienti in terapia antiretrovirale (cART).

Uno studio dimostra che, dopo otto anni dalla somministrazione, il vaccino è in grado di ridurre fino al 90% il “serbatoio di virus latente”, inattaccabile dalla sola terapia, e apre una nuova via contro l’infezione.

E’ questo il risultato del follow up, durato otto anni e pubblicato su Frontiers in Immunology, di pazienti immunizzati con il vaccino messo a punto da Barbara Ensoli, direttore Centro Ricerca Aids dell’Istituto Superiore di Sanità. Ora, dice, si “aprono nuove prospettive” nella cura.

“Si tratta di risultati che aprono nuove prospettive per una cura ‘funzionale’ dell’Hiv, ossia una terapia in grado di controllare il virus anche dopo la sospensione dei farmaci antiretrovirali“, afferma Ensoli.
“In tal modo – spiega la scienziata – si profilano opportunità preziose per la gestione clinica a lungo termine delle persone con Hiv, riducendo la tossicità associata ai farmaci, migliorando l’aderenza alla terapia e la qualità di vita, problemi di grande rilevanza soprattutto in bambini e adolescenti, con l’obiettivo, in prospettiva, di giungere all’eradicazione del virus“.

Insomma, la speranza dei ricercatori dell’Iss è consentire ai pazienti vaccinati di controllare l’infezione per tutta la vita senza bisogno di farmaci. Tuttavia, per capire se questo è possibile, il prossimo passo sarà quello di verificare se la vaccinazione da sola è in grado di bloccare la replicazione del virus.

Ludovica Colli

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