Roma, 22 mag – Brutte notizie per la crescita economica. L’Istat taglia le stime del Pil per quest’anno: da +1,3% a +0,3%. Una “forte revisione” delle previsioni rispetto ai dati rilasciati a novembre, spiega l’Istituto statistico, sottolineando inoltre il “deciso rallentamento” a confronto con l’anno precedente (+0,9%). L’Istat fa notare però che le stime risultano “lievemente” migliori rispetto a quelle rilasciate il 7 maggio dalla commissione Ue (+0,1%) grazie a previsioni più alte per gli investimenti.

Aumenta la disocupazione

“La decelerazione dei ritmi produttivi inciderebbe anche sul mercato del lavoro. Nel 2019 si prevede che l’occupazione rimanga sui livelli dell’anno precedente (+0,1%) mentre si registrerebbe un lieve aumento del tasso di disoccupazione (10,8%)“. Così l’Istituto statistico nelle Prospettive per l’economia italiana, rivedendo in peggioramento le stime rilasciate a novembre scorso, quando la disoccupazione veniva data al 10,2%. Nel 2018 il tasso è stato pari al 10,6%.

Reddito di cittadinanza non incide molto su consumi

L’Istat per il 2019 prevede “un moderato incremento dei consumi delle famiglie“, sostenuto, spiegano gli esperti, “dall’aumento del monte salari e, in misura limitata, dalle misure sul reddito di cittadinanza”. Nel dettaglio, nel 2019 in Italia la spesa delle famiglie è “prevista crescere a un tasso simile a quello del 2018 (+0,5% rispetto a +0,6%)“. E aggiunge: “in presenza di un miglioramento del potere di acquisto, l’attuale fase di incertezza porterebbe le famiglie ad assumere comportamenti precauzionali, determinando un aumento della propensione al risparmio“.

Dl Crescita non aumenta gli investimenti

Nel 2019, gli investimenti fissi lordi italiani aumenterebbero (+0,3%) beneficiando in misura contenuta anche delle agevolazioni inserite nel decreto crescita“, sottolinea l’Istat. Ma “l’evoluzione di alcuni fattori quali l’acuirsi delle tensioni commerciali, le decisioni connesse alla Brexit e più in generale alla fase di ricostituzione del Parlamento europeo, potrebbero generare un aumento dell’incertezza sui mercati finanziari“, osserva l’Istituto che ha simulato “un peggioramento delle condizioni di incertezza economico politica”. Uno scenario negativo che “avrebbe effetti prevalentemente sulle scelte di investimento”, che peggiorerebbero, “ma non si verificherebbe una riduzione significativa del Pil”.

Le critiche dell’opposizione: “Economia tracolla, governo a casa”

I dati dell’Istat sono ovviamente occasione ghiotta per le opposizioni, che da Forza Italia al Partito Democratico accusano il governo Lega-M5S di non aver rilanciato la crescita economica. Per gli italiani schiacciati dalla crisi serve un’alternativa vera, è il coro unanime. E sul reddito di cittadinanza, ritenuto il grande bluff del M5S, sono tutti d’accordo: è la rappresentazione plastica di un Paese che paga a caro prezzo l’ideologia dei 5 Stelle. Insomma, i numeri Istat certificano il fallimento del governo gialloverde: è ora che vada a casa.

Ludovica Colli

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