Roma, 9 ott – L’Italia è nel mirino anche del Fondo monetario internazionale, che rivede al ribasso le stime di crescita per il nostro Pil e avverte di rispettare i vincoli di bilancio e di non toccare la legge Fornero. Anche l’organizzazione economica internazionale quindi – dopo Ue e Bce – interviene nel braccio di ferro tra governo giallo-verde e Bruxelles sul Def e la legge di Bilancio, criticando le scelte del nostro esecutivo.

Il Pil italiano crescerà dell’1,2% nel 2018 e dell’1,0% nel 2019 dopo il +1,5% del 2017. Questa la previsione del Fmi, che lascia invariate le stime di crescita rispetto all’aggiornamento del World Economic Outlook di luglio. Rispetto ad aprile 2018, invece, le stime sono state riviste al ribasso di 0,3 punti percentuali per quest’anno e di 0,1 punti per il prossimo. La revisione al ribasso rispetto ad aprile – sostiene il Fondo monetario – è legata al “deterioramento della domanda esterna e interna e all’incertezza sull’agenda del nuovo governo“.

Per il Fmi l’aumento dello spread è colpa delle politiche economiche dell’esecutivo Lega-M5S: “Le recenti difficoltà nel formare un governo in Italia e la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l’attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito hanno innescato un aumento dello spread”, evidenziando come l’incertezza politica “potrebbe scoraggiare gli investimenti privati e indebolire l’attività economica in diversi Paesi, aumentando la possibilità di riforme più lente o significativi cambi negli obiettivi”.

Sulle pensioni, poi, il Fondo monetario avverte di non toccare la riforma Fornero (né il Jobs Act sul fronte dell’occupazione): “In Italia le passate riforme pensionistiche e del mercato del lavoro dovrebbero essere preservate e ulteriori misure andrebbero perseguite, quali una decentralizzazione della contrattazione salariale per allineare i salari con la produttività del lavoro a livello aziendale”.
Il “suggerimento” del Fmi, però, non è rivolto soltanto a noi: “Nell’area euro paesi con limitato spazio di bilancio (per esempio Francia, Italia e Spagna) dovrebbero usare questo periodo di crescita sopra il potenziale e di politica monetaria accomodante per ricostruire cuscinetti di bilancio, che potrebbero alleviare le tensioni” fra banche e debito sovrano.

Anche i richiami alla prudenza di bilancio non riguardano solo l’Italia: nel suo ultimo World Economic Outlook infatti, guardando ai Paesi dell’area euro il Fondo monetario raccomanda il ripristino di margini di bilancio anche a Francia e Spagna. All’opposto, secondo il Fmi, “i Paesi che dispongono di margini di bilancio, come la Germania, dovrebbero finanziare misure che aumentino la crescita e aiutino a riequilibrare gli squilibri esterni, ad esempio rafforzando gli investimenti pubblici in capitale umano”.

Adolfo Spezzaferro

Commenti

commenti

2 Commenti

  1. Gli usurai è noto che sono contro questo governo che intende far riprendere l’economia del paese con una maggiore spesa pubblica sconfessando cosi’ tutte le loro politiche di austerità ed aprendo cosi’ gli occhi al popolo sul vero ruolo di depredazione attuato finora da questi organismi stranieri.Per i burocrati non eletti della commissione europea sarebbe un dramma se in Italia ci fosse una crescita economica perchè perderebbero ogni credibilità le loro ramanzine fatte per arricchire i loro burattinai

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here