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Roma, 1 ott – Rocco Casalino torna al centro della polemica per un nuovo messaggio vocale. Stavolta l’audio-choc è del 17 agosto, il ponte Morandi a Genova è crollato da tre giorni, si contano ancora i morti e sono previsti i funerali di Stato per il giorno dopo. Il portavoce del premier Conte, nonché capo dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi, nonché e soprattutto responsabile della comunicazione dei 5 Stelle, è comprensibilmente sotto assedio. Finché Casalino non sbotta e dice in un messaggio vocale rivolto ai giornalisti: “Basta, non mi stressate la vita. Io pure ho diritto a farmi magari un paio di giorni, che già mi è saltato Ferragosto, Santo Stefano, San Rocco e Santo Cristo. Mi chiamate come i pazzi, cioè, datevi una calmata, cioè”. E ancora: “Chiamate una volta, poi se mai mi mandate un messaggio e se ho qualcosa da dirvi ve la dico”.
Al di là del tono e dello stile – per il quale Casalino di certo non brilla – , anche perché che gli sia saltato il Ferragosto non è certo colpa dei giornalisti che lo chiamano di continuo ma è per via della tragedia di Genova, è esagerata la reazione del Pd, che ha preso di mira il portavoce di Palazzo Chigi. Per i dem le parole di Casalino sono vergognose, tanto da chiederne le dimissioni. Diciamo che come opposizione, basarsi su mezzucci polemici di questo tipo, la dice lunga sull’agenda e l’analisi politica piddina.
L’unica cosa che contestiamo a Casalino è che se da un lato si lamenta delle feste “comandate” che gli sono saltate, dall’altro non può però giustificare il suo super stipendio dicendo: “Ho responsabilità enormi, nelle mie mani c’è la comunicazione di Palazzo Chigi. Dirigo una trentina di persone, sono reperibile giorno e notte, sette giorni su sette, lavoro 13-14 ore al giorno. Sempre”. Delle due, l’una.
Adolfo Spezzaferro

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