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Roma, 28 feb – Lega e M5S sono di nuovo ai ferri corti. Dopo l’intesa su Tav e legittima difesa – entrambe rinviate, come richiesto dai 5 Stelle – la maggioranza è a rischio sul fronte dell’Autonomia delle regioni.

O l’Autonomia si fa o blocco tutto“. E’ l’aut aut lanciato dal vicepremier Matteo Salvini al vicepremier Luigi Di Maio nel vertice notturno a Palazzo Chigi in cui i due alleati di governo insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte (che sempre più “salvinizzato” ha pubblicato una foto delle frappe mangiate ieri) hanno parlato di “codice degli appalti, semplificazione, sbloccare le opere pubbliche e i cantieri, corsia veloce all’Autonomia“.

Di Maio: “No ad una riforma spacca-Italia”

I due vicepremier sono distanti sui contenuti del regionalismo differenziato. Per Di Maio infatti “la riforma sulle Regioni non deve essere uno spacca-Italia“.

“All’ottimo ministro Stefani – prosegue il capo politico del M5S – lo abbiamo detto chiaramente: permetteremo alle Regioni che lo chiedono di poter gestire alcuni servizi. Ma il percorso non sarà breve. Ci sarà una pre-intesa approvata in Cdm dopo un vaglio politico mio, di Salvini e di Conte. Poi il presidente inizierà una trattativa con i governatori di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Infine si andrà in Parlamento e lì i presidenti delle Camere decideranno se sarà emendabile o no il testo delle intese”.

Salvini: “Governo non cade ma M5S continui a lavorare”

Per il ministro dell’Interno è arrivato il momento di accelerare e chiudere dossier sul tavolo da tanto, troppo tempo. “Ho dato la mia parola e il governo non cade ma il M5S continui a lavorare“, aveva detto mercoledì Salvini. C’è un solo fattore – spiegano i leghisti a Montecitorio – in grado di far saltare il patto di governo tra Lega e 5 Stelle: il malcontento che sale dai territori (da parte dell’elettorato leghista). Ecco perché il vicepremier prova a imprimere un’accelerazione. Sulle Autonomie, incontrando i presidenti di Lombardia e Veneto si proverà ad accelerare le richieste delle regioni del Sud, ma senza bloccare l’iter già avanzato al Nord.

Il dossier è bloccato

Martedì il vicepremier ha avuto un incontro al Viminale con il ministro degli Affari regionali Erika Stefani e i governatori della Lombardia e del Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, tutti molto preoccupati per quanto vada a rilento il dossier a causa delle resistenze dei pentastellati.

“In settimana avrò un documento di sintesi da discutere con il premier Conte e con il vice Di Maio”, aveva assicurato Salvini. In realtà il dossier autonomie è bloccato, dopo la falsa partenza a Palazzo Chigi del 14 febbraio, perché i ministri grillini competenti (Infrastrutture, Sanità, Beni culturali e Ambiente) sono molto cauti sulle richieste di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Stefani: “Autonomia è nel contratto, andiamo avanti”

“Io so che questo governo si basa su un contratto, e le autonomie sono in quel contratto“. Lo ha detto dal canto suo il ministro Erika Stefani che, intervistata dal Corriere della Sera, ha ribadito che “il nostro obiettivo” è chiudere con Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna prima delle Europee. Stefani è soddisfatta dell’accelerazione di Salvini: “Certo il vedere il vicepremier che parla di momento storico dà una grande carica dopo tanto lavoro”, ha affermato il ministro.

Bussetti: “Autonomia modello virtuoso di gestione”

“Alcune regioni hanno chiesto di poter avere più autonomia nella gestione dei fondi. In questi giorni stiamo avendo un dibattito politico su questo provvedimento. L’autonomia potrebbe essere anche un’opportunità, un modello virtuoso di gestione“. Lo ha detto Marco Bussetti ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in un’intervista a Il Lucreziano, giornalino del Liceo Lucrezio Caro di Roma.

“Certo, lo Stato avrà sempre un suo ruolo: dovrà vigilare affinché vengano garantiti ovunque allo stesso modo livelli delle prestazioni di servizio”, conclude Bussetti.

Salvini non può cedere, stavolta. Perché deve rendere conto alla base elettorale leghista. Il Nord Est che produce, i piccoli imprenditori, il popolo delle partite Iva hanno votato il Carroccio perché gli ha promesso l’Autonomia.

Ecco perché, ben lungi da quegli sprazzi di sovranismo ormai un lontano ricordo, Salvini – almeno sul fronte delle autonomie regionali – si sta riposizionando su temi e battaglie da Lega vecchio stampo.

Adolfo Spezzaferro

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