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San Marino, 23 ott – Negate le cure di primo soccorso a un’italiana a San Marino. È scoppiato un caso diplomatico attorno alla vicenda di una diciassettenne di Pesaro che dopo essere rimasta ferita in un incidente stradale non è stata curata al pronto soccorso dell’ospedale di San Marino nonostante fosse il presidio medico più vicino. L’incidente si era verificato a Montelicciano, in provincia di Pesaro e Urbino ma a pochi passi dal confine con la Repubblica di San Marino.
La denuncia in merito è arrivata da un medico del 118 che ha prestato i soccorso sull’ambulanza subito dopo l’incidente. Fortunatamente la ragazza, italiana, non era in pericolo di vita, anche se aveva riportato gravi lesioni alle gambe. Una volta arrivata sul posto l’ambulanza i medici a bordo hanno stabilito che sottoporla a un ricovero presso l’ospedale di Sassocorvaro, distante 22 chilometri su strade di montagna, sarebbe stato molto scomodo. Hanno quindi contattato la centrale operativa di San Marino, il cui ospedale dista solo tre chilometri. La richiesta è stata rifiutata perché la ragazza non era sanmarinese e loro gli stranieri non li curano. Quindi di corsa a Urbino, che dista un’ora dal luogo dell’incidente, e la strada è tortuosa, piena di sobbalzi che costringono a grandi dolori i pazienti con arti rotti.
Questo almeno è quanto ha riferito il medico che ha denunciato l’accaduto. Dall’ospedale di San Marino si difendono e affermano che non c’è stato nessun rifiuto, che sono stati semplicemente rispettati i protocolli e che la ragazza nel loro pronto soccorso non è transitata quindi è impossibile che sia stata rifiutata. Sta di fatto che dal 118 di Urbino assicurano che esiste una “registrazione che attesta la risposta-choc ricevuta dai camici bianchi sanmarinesi”. Il medico che ha denunciato il fatto non si nasconde e parla apertamente di un caso di apartheid sanitaria, sottolineando che non sarebbe la prima volta che accade.
Il direttore sanitario dell’ospedale di San Marino in parte conferma che i non sanmarinesi non vengono curati: “Se non si tratta di pericolo di vita gli stranieri non vengono accolti, a meno che non si sentano male o abbiamo un incidente sul territorio sammarinese o, ancora, esista un accordo di scambio delle prestazioni sanitarie”. E a proposito del caso della diciassettenne ferita pare si fosse in presenza di un codice giallo.
Il medico del 118, però, non ci sta e rincara la dose affermando che a 200 metri dal confine con San Marino c’è una casa di riposo e spesso anche in presenza di degenti gravi, in codice rosso, i pazienti vengano rifiutati perché italiani. Non importa se si tratti di un infarto o di altre patologie che richiedono un intervento tempestivo. Se non sono di San Marino vanno portati altrove.
Anna Pedri

2 Commenti

  1. …ma può ancora esistere uno ”Stato” nello Stato??..Buono per evadere e imboscare capitali..come il vaticano..

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