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Parma, 23 lug – Dopo tutto l’orrore emerso dallo scandalo degli affidi illeciti di Bibbiano, iniziano ad arrivare le prime buone notizie riguardanti i minori vittime degli abusi. Il Resto del Carlino riferisce che, su decisione del tribunale ordinario di Parma, due bambini pretestuosamente tolti al padre stanno per fare ritorno a casa. Una vicenda, questa, che vede coinvolta anche la psicologa attivista Lgbt a capo del perverso sistema emerso dall’inchiesta Angeli e Demoni: Federica Anghinolfi. I due piccoli infatti, erano stati allontanati dal padre e affidati alla ex compagna di lui, che nel frattempo aveva avuto una relazione con una donna – guarda caso, una conoscente della Anghinolfi. Da oltre un anno al padre era concesso vedere i figli solo sporadicamente, essendogli stata tolta anche la potestà genitoriale dai servizi sociali della Val d’Enza.

La sentenza di reintegro

Ieri, per la prima volta, i due piccini hanno fatto ritorno a casa nel contesto di un programma di reinserimento che prevede, all’inizio, due o tre visite settimanali; poi, secondo la relazione dei consulenti tecnici d’ufficio «verranno reintrodotte le regole stabilite dalla sentenza di separazione». Il giudice di Parma, nel decidere il riavvicinamento dei bambini al padre, scrive che «il Tribunale per i minorenni aveva adottato il provvedimento sopraindicato sulla base di una ricostruzione gravemente falsata (delle condizioni dei minori e delle competenze genitoriali) da parte dei Servizi Sociali, i quali non avevano volutamente riferito fatti relativi alla madre, quali, ad esempio, un tentativo di suicidio della stessa e avevano stravolto i dati emergenti dalle osservazioni a danno del ricorrente (il padre; ndr)». Parole che vanno a confermare quanto emerso dalle indagini e che ricalcano la narrazione di queste ultime settimane. Il giudice spiega che «i servizi sociali si erano preoccupati esclusivamente dei due figli più piccoli della coppia, lasciando il figlio maggiore, peraltro affetto da gravi patologie… a vivere presso il padre, ritenuto pertanto idoneo dai medesimi servizi ad occuparsi del primogenito». Per cui il padre era idoneo ad occuparsi di un figlio malato, mentre non lo era per prendersi cura dei due sani. In realtà, come aveva spiegato al Giornale qualche settimana fa «avevano provato a plagiare anche lui  ma era troppo grande, e quando videro che non ci riuscivano lasciarono stare e si concentrarono sui più piccoli. Più deboli e facili da gestire». Nel frattempo la moglie coabitava con la propria compagna presso la quale erano stati ricollocati i due figli sani, a cui era concesso di vedere il padre solo saltuariamente e sotto strettissimo controllo – una volta ogni 21 giorni.

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. Se provato, questi assistenti sociali presunti ladri di bambini e a volte anche viziosi sodomiti andrebbero condannati all’ ergastolo e tolta qualsiasi potestà genitoriale

  2. Anche il cantante ferro dice che vuole diventare papa’ ,ma come fara’ con la moglie in menopausa visto che la sposa ha 55 anni?

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