Roma, 23 lug – Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli chiede di rinviare gli scioperi del 24 e 26 luglio, ma i sindacati respingono la richiesta: “Non ci sono le condizioni per revocare né rinviare lo sciopero”. Il botta è risposta si è consumato nel corso del tavolo sui trasporti al Mit. Toninelli ha cercato di convincere i sindacati anche alla luce dell’attentato di ieri sulla linea dell’alta velocità vicino Firenze che ha spaccato in due il Paese causando ritardi fino a quattro ore per chi viaggiava in treno. Per non parlare della settimana in corso, con le partenze per le vacanze: i disagi per chi si muove in treno, auto, aereo, traghetto potrebbero trasformarsi in un incubo. Lo sciopero generale dei trasporti, articolato su due giorni, fermerà mercoledì 24 tutti gli ambiti, dal tpl alle ferrovie, dai porti alle autostrade, mentre il 26 soltanto il trasporto aereo.

Codacons: “Sciopero violazione della libertà di movimento”

Anche l’associazione di difesa dei consumatori Codacons in una nota esprime la stessa richiesta di Toninelli: “Dopo il caso ferroviario che ha spezzato ieri in due l’Italia creando disagi pesantissimi agli utenti, i sindacati devono obbligatoriamente sospendere lo sciopero nel settore dei trasporti indetto per domani. Se non lo faranno, si renderanno protagonisti di una violazione alla libertà di movimento dei cittadini riconosciuta dalla Costituzione”.

Ok dei sindacati a tavolo su concorrenza e dumping contrattuale

Le sigle sindacali hanno invece accolto la proposta di un tavolo che apra il confronto sulle problematiche e sulla mancanza di regole su concorrenza e dumping contrattuale, per scongiurare ulteriori scioperi. Tra i soggetti convocati da Toninelli ci sono i sindacati dei trasporti e le sigle professionali, insieme ad Assaereo, Assaeroporti e Assohandlers. Presenti al tavolo le sigle sindacali di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti.

Gli scioperi del 24 e del 26

La protesta è stata indetta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti “per dare sostegno alla piattaforma unitaria di proposte ‘Rimettiamo in movimento il Paese’ indirizzata al governo, per avviare un confronto su trasporti, infrastrutture per renderle efficienti ed efficaci, su regole chiare che impediscano la concorrenza sleale tra le imprese e che diano priorità alla sicurezza dei trasporti e sul lavoro, nonché alla tutela ambientale e sul diritto di sciopero”.
Mercoledì 24 saranno numerose le città coinvolte dallo sciopero: tra queste Roma, Milano, Torino, Genova, Venezia, Firenze, Napoli, Perugia, Bologna, Bari e Palermo. E sarà uno sciopero che interesserà tutti i settori del trasporto: quello pubblico locale e ferroviario urbano e extraurbano (quindi metro, tram, bus e treni), il trasporto di merci e logistica, quello marittimo e i porti, le autostrade, i taxi, l’autonoleggio. Anche le linee dell’alta velocità rallenteranno, sia quelle di Italo che quelle di Trenitalia.
Venerdì 26 sarà il turno degli aerei. Lo sciopero sarà di quattro ore, dalle 10 alle 14, ad esclusione dei controllori di volo di Enav. A fermarsi saranno anche i lavoratori Alitalia. “Scioperiamo perché siamo di fronte a un governo che ad oggi non ha adottato alcun tipo di strategia complessiva sui trasporti, mettendo a serio rischio il settore e il Paese“, ha detto il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio.

Ludovica Colli

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