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Roma, 18 gen – Finisce in tribunale lo scontro tra Carlo Calenda e Clemente Mastella: il leader di Azione infatti ha querelato il sindaco di Benevento. Nel bel mezzo della crisi di governo sono volati stracci tra i due, anche in tv, per via delle rivelazioni di Calenda di una presunta offerta da parte del “responsabile” all’opera per salvare il governo Conte bis.

Calenda contro Mastella: “Mi ha parlato come se fossi Scilipoti o una prostituta”

“E’ chiaro che ricevo tante telefonate e i contenuti non li riferisco. Ma una cosa è uno che ti parla come se parlasse con Scilipoti o una prostituta e ti dice una cosa inaccettabile…“, dice Calenda, ai microfoni di Radio Uno, tornando sulla telefonata ricevuta da Mastella, di cui ha parlato anche dalla Annunziata a Mezz’ora in più. Secondo il leader di Azione, il più volte ministro ed ex leader dell’Udeur avrebbe sondato il terreno per conoscere la posizione in relazione al governo Conte e avrebbe ipotizzato l’appoggio del Pd alla candidatura di Calenda a sindaco di Roma. Dal canto suo, l’ex Pd ha reso nota la conversazione con una serie di tweet.

Mastella parla di contatti con Calenda ai tempi del Cis di Nola e si becca una querela

Nel continuo botta e risposta al vetriolo degli ultimi giorni, Mastella a sua volta ha fatto riferimento a segnalazioni che avrebbe ricevuto dall’interlocutore in passato. Il sindaco di Benevento, in particolare, ha fatto riferimento ai contatti tra i due ai tempi del Cis di Nola. “Su questo Mastella verrà querelato. Io non ho mai parlato con Mastella. Tra l’altro non gestivo porti, quella era una società privata. Non conosco Mastella, tanto che si è presentato. Banalmente, se non rettificherà quello che ha detto… Ma sono miserie umane”, annuncia Calenda a Radio Rai.

Il sindaco di Benevento: “Ci vedremo in tribunale”

A stretto giro, arriva la nuova replica di Mastella: “Ci vedremo in tribunale. La mia querela a Calenda l’avevo sospesa. Ora anche il mio avvocato ha materia per far valere le mie ragioni. Io sensale, io figuro, io venditore? A presto…“. L’ex “responsabile” (visto che il progetto di reclutare senatori per Conte è naufragato, anche grazie alla “soffiata” di Calenda) a sua volta non ha lesinato offese al leader di Azione. “Figlio di papà”, “pariolino” e “burinotto” sono gli epiteti con cui il sindaco di Benevento ha attaccato l’ex ministro dem in tv e sui social.

Adolfo Spezzaferro 

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2 Commenti

  1. Confronto tra titani! Anziché in tribunale, sarebbe stato meglio fosse finita in duello, così ci liberavamo di uno dei due…. e con un pò di culo, di entrambi! Pagliacci egocentrici, quanto perniciosi!

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