Roma, 28 ago – Era nell’aria da giorni, adesso è ufficiale: Carlo Calenda si è dimesso dalla direzione nazionale del Partito democratico. “Sarò coerente, dal primo giorno in cui mi sono iscritto al Pd ho detto che non sarei rimasto se ci fosse stato un accordo con i 5 Stelle“. Così l’europarlamentare ormai ex dem a Circo Massimo su Radio Capital. “Uno può fare accordi con chi ha idee diverse ma non con chi ha valori diversi. Ma il Pd si rende conto che i 5 stelle sottoporranno l’intesa alla piattaforma Rousseau? Noi dobbiamo rimanere appesi al voto di una piattaforma privata che abbiamo sempre considerato un’aberrazione della democrazia? Recuperiamo la schiena dritta, perché dobbiamo correre sbavanti dietro ai 5 Stelle?”.

L’annuncio di un nuovo partito

L’ex ministro per lo Sviluppo economico poi annuncia la creazione di un nuovo partito: “Lavorerò per costruire una casa per chi non si sente rappresentato da questo rapporto con i 5 Stelle che nasce male. Quando il Pd avrà di nuovo voglia di combattere spero di ritrovare alcune persone sulla strada. Credo che la politica italiana abbia fallito perché non ha mai dimostrato di essere coerente. Io non ho intenzione di fare lo stesso errore”. Rivolto ai vertici dem, Calenda gli fa presente: “Sapete bene che nulla abbiamo in comune con Grillo, Casaleggio e Di Maio. Ed è significativo il fatto che il negoziato non abbia neanche sfiorato i punti più controversi: dall’Ilva alla Tav da Alitalia ai navigator. Un programma nato su omissioni di comodo non è un programma, è una scusa“.

“Le elezioni arriveranno, le avete solo rinviate”


Calenda insiste sulle elezioni anticipate: “In democrazia funziona così, recuperi il consenso, tiri fuori delle idee. Il centrosinistra deve fare una riflessione culturale, oggi questo manca. Trovare un posto al governo non è fare politica, è autopreservarsi”. E ai suoi ex compagni di partito dice: “Le elezioni arriveranno. Le avete solo spinte più in là di qualche metro. Quando sarete pronti a lottare ci troveremo di nuovo dalla stessa parte”. Infine sull’ex segretario Matteo Renzi e la ventilata scissione taglia corto: “Non è nel suo Dna, non l’ha mai voluta fare, vuole tenere sotto scacco il Pd, delegittimare Zingaretti e ripresentarsi alle elezioni“. Come dargli torto? Che l'”inciucione” M5S-Pd porti la firma del senatore toscano è sotto gli occhi di tutto. Così come è chiaro che le truppe renziane in Aula faranno la differenza, nella nuova maggioranza dem-stellata.

Ludovica Colli

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