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E’ ufficiale: Calenda si candida a sindaco di Roma. Parola al Pd

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 19 ott – “Mi candiderò a sindaco di Roma: un dovere e una grande avventura“. E’ ufficiale: Carlo Calenda annuncia di voler correre per il Campidoglio e lo fa sfruttando la vetrina di Che tempo che fa su Rai3 (qui il video). Il leader di Azione ed ex ministro dem spiega: “Ho deciso di candidarmi come sindaco di Roma perché è un dovere riportare tra le grandi capitali europee la città dove è nata la cultura occidentale“. E tira subito in ballo il suo ex partito: “Non posso parlare per il Pd, partecipo a un tavolo. Auspico un appoggio largo“. Ma, è l’invito ai dem, “il Pd dovrebbe appoggiare la mia candidatura se pensano sia la persona adatta a governare Roma. Il Pd diceva mai con i 5 Stelle e hanno cambiato idea, io sono ancora là. Ma con Raggi è peggiorato tutto”, fa presente.

“Fare le primarie oggi sarebbe complicato”

Calenda non intende perdere tempo. “Fare le primarie oggi sarebbe complicato, farle più avanti significherebbe parlarci addosso per mesi. Io ho fatto anche lo scrutatore alle primarie del Pd, ma credo che dobbiamo cercare di allargare il campo il più possibile. E poi c’è un piccolo dettaglio, c’è un’emergenza sanitaria. Come pensiamo che la gente esca di casa?“, si chiede il leader di Azione che ricorda: “Dalle primarie uscirono sconfitti Sassoli e Gentiloni, che ora il Pd vorrebbe candidati”. Poi si rivolge ai suoi potenziali elettori ampliando il più possibile il bacino: “Io di destra o sinistra? Sono un socialdemocratico liberale“.

“Gestione 5 Stelle di Roma disastrosa”

Calenda rilancia una visione nobile del mestiere di governare. “La politica è diventato un grande scontro ideologico, una lotta tra tribù. Ma così cade tutto, cade l’attualità dell’azione amministrativa, della fiducia dello Stato. Poi arriva un’epidemia e ci si accorge dell’importanza dello Stato, che decide la vita delle persone. La politica è l’arte di governo, sennò è solo rumore di sottofondo…“. Infine si rivolge ancora al Pd, lanciando una bordata ai grillini e alla “sindaca” Raggi: “La politica è anche mettere le persone giuste al posto giusto ed entrambi pensiamo che la gestione 5 Stelle di Roma sia stata disastrosa, visto che tutti gli indicatori sono peggiorati”.

I mal di pancia del Pd romano e la replica dell’ex ministro

Immediata la reazione del Pd romano che esprime mal di pancia: “Calenda si autocandida. Può partecipare con altri al progetto politico e civico che stiamo tutti insieme costruendo oppure può decidere di andare da solo e fare un grande favore alla destra. Con quali competenze e saperi su Roma?“, obiettano i dem capitolini. A parlare è il mio curriculum, è la replica dell’ex ministro: “Il programma si costruirà insieme a chi lavora nelle municipalità, alla coalizione, recuperando quanto fatto al Mise. Per questo dobbiamo partire subito”. E l’ultima parola, in merito, sta al segretario del Pd Nicola Zingaretti, non ai dem romani. Certo è che non appoggiare la candidatura di Calenda presuppone mettere in campo un nome ancora più forte.

Adolfo Spezzaferro

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